| |
Alcuni momenti della presentazione del volume di Arte&Storia ‘Svizzeri a Torino’ nel Salone degli Svizzeri a Palazzo Reale, Torino.
 Daniela Biancolini, Direttrice di Palazzo Reale
continua...
 Furl
|
È forse il palazzo più rappresentativo della città di Torino, posto nella centralissima piazza Castello. Simbolo della capitale sabauda, Palazzo Reale è stato il testimone di una dinastia di duchi e re che hanno segnato il corso della storia d’Italia e non solo.
Un luogo di storia e di arte che mostra la sua magnificenza già all’entrata con il primo ambiente detto “Salone degli Svizzeri”. Era qui che la Guardia del duca, i famosi Cent Suisses de la Garde, proteggeva già nel 1597 Carlo Emanuele I, undicesimo duca di Savoia. Non è ...
 Furl
|
A guardare le centinaia di conventi, abbazie e monasteri antichi sparsi su tutto il suo territorio, si direbbe che la Svizzera sia stata uno dei primi avamposti del movimento monastico cattolico in Europa.
In parte è vero, se si considera che il primo monastero in Svizzera, quello di Romainmôtier, nel Canton Vaud, sorse verso la metà del V secolo, a pochi anni di distanza dalla fondazione di uno dei primi monasteri europei, quello di Condat nel Giura francese. Sulle orme degli insegnamenti di ...
 Furl
|
Il desiderio di avvicinare la perfezione dell’esempio del redentore attraverso una vita dedicata agli ideali ascetici trova la sua espressione già nei primi secoli del Cristianesimo, per il quale tale scelta è incarnata e santificata nella figura evangelica di San Giovanni Battista, che rinuncia a qualsiasi proprietà personale e a una residenza stabile.
Il desiderio di avvicinare la perfezione dell’esempio del redentore attraverso una vita dedicata agli ideali ascetici trova la sua espressione già nei primi secoli del Cristianesimo, per il quale tale scelta è incarnata e santificata nella figura evangelica di San Giovanni Battista, che rinuncia a ...
 Furl
|
|
L’abbazia di Saint-Maurice d’Agaune
Quindici secoli di fedeltà multicolore
|
|
Il convento di Einsiedeln
Il convento di Einsiedeln fu fondato nel 934 ma
per poter comprendere al meglio la sua storia e
la sua vocazione bisogna tornare al IX secolo.
|
|
Gli ordini religiosi in Canton Ticino
|
Alcuni momenti della presentazione del volume di Arte&Storia ‘Svizzeri a Firenze’ nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio.
 Furl
|
Sono passati più di cinquecento anni da quando i primi Svizzeri (erano Ticinesi) giunsero a Firenze in cerca di lavoro. Si trattava allora dei facchini provenienti da Brissago, dalle Centovalli e dalle Terre di Pedemonte che erano impiegati nel trasporto delle merci per la dogana di Firenze, di cui rimane ancora oggi testimonianza su uno stemma sul portale di ingresso nord del Palazzo Vecchio, un tempo residenza ducale, oggi sede del Comune.
Nel Settecento e nell’Ottocento sono soprattutto pasticceri grigionesi, artigiani e industriali dei cantoni della Svizzera centrale, in particolare del Canton Argovia, ad arrivare a Firenze per il commercio e la lavorazione della paglia, di cui la città medicea deteneva il monopolio a livello ...
 Furl
|
I legami che uniscono la Svizzera e l’Italia sono molto intensi e fonte di reciproco arricchimento. Basti sapere che durante questo primo decennio del XXI secolo l’Italia è praticamente sempre stata il secondo partner commerciale piú importante per la Svizzera (dopo la Germania e prima della Francia); è il secondo paese più importante per le importazioni svizzere ed è al terzo posto per le nostre esportazioni.
La Svizzera investe in Italia 18 miliardi di franchi, dando così lavoro a oltre 78.000 persone: come si vede, relazioni significative e per entrambi proficue. Ma i nostri rapporti non si situano solo sul piano economico; oltre alla lingua, in comune vi sono i rapporti artistici e culturali. Su questo piano con una città la collaborazione è stata egregiamente culturale; si tratta di Firenze, a cui sono indissolubilmente legati i nomi di tre svizzeri: il ginevrino Jean Charles de Sismondi, per gli studi sulla storia della Toscana medioevale; il basilese Jakob Burckhardt, per le ricerche innovative sulla cultura del Rinascimento; e Gian Pietro Vieusseux, di antico ceppo ginevrino anche lui, fondatore dell’Antologia, rivista che tanta parte ebbe nel Risorgimento. La cultura elvetica a Firenze è altresì illustrata e tuttora attivamente presente grazie al Circolo Culturale Svizzero che quest’anno compie centocinquant’anni di attività nel capoluogo toscano e al quale va il mio ringraziamento per l’attività fin qui svolta insieme agli auguri per questo importante traguardo raggiunto. Non posso concludere senza citare un altro esempio di contributo svizzero alla vita economica toscana, che traggo dalla lettura di questo volume, anche perché vede partecipe il mio cantone d’origine. Tutti conoscono i cappelli in paglia ‘di Firenze’: ebbene, la lavorazione dei cappelli di paglia ‘alla fiorentina’ cambiò nell’Ottocento su impulso di nuovi sistemi di lavorazione della paglia portati a Firenze da industriali e artigiani provenienti dalla cittadina di Wohlen, nel Canton Argovia, tanto che questa lavorazione venne chiamata ‘alla svizzera’. È un filo biondo, sottile ma tutt’altro che fragile, uno dei mille fili intrecciati che legano la Confederazione a una capitale di cultura e vita civile non solo italiana ma europea. Doris Leuthard Presidente della Confederazione
 Furl
|