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16.09.2011 in Ticino Management - keywords: cultura, arte, gallerie, antiquariato

Un'antica passione

La galleria Donati Arte Classica, un gioiello da scoprire nel cuore di Lugano. Una collezione di sculture, sarcofagi, busti, erede di un’ininterrotta tradizione familiare nel mondo dell’arte.

Il mondo dell’antiquariato e del collezionismo d’antichità è, al giorno d’oggi, se non élitario, piuttosto ristretto: gli operatori davvero autorevoli in questo settore si contano sulle dita di una mano, e sono spesso eredi di una lunga tradizione familiare.

In Ticino operano alcuni esperti e commercianti d’arte antica di portata internazionale. È il caso di Stefano Donati che, con la sua galleria in via Nassa a Lugano, porta avanti un’attività fatta di passione e profonda conoscenza dell’arte che affonda le sue radici già nell’Ottocento. 

«La famiglia Donati, originaria di Astano e probabilmente giunta dalla Toscana alla fine del Quattrocento», esordisce Stefano Donati, «è attraversata da un lungo filone artistico. È con il pittore Giacomo Donati che, nella prima metà dell’Ottocento, si apre il lungo percorso fatto di amore e di studio dell’arte che caratterizza la nostra famiglia». Giacomo lavora infatti a Mosca e a San Pietroburgo presso la corte degli Zar di Russia, a Istanbul, Ginevra, così come in Ticino, erede della tradizione dei maestri ticinesi che si spostavano dalla terra dei laghi in tutta Europa.

Carlo Donati, architetto papale ed esperto di idraulica, lavora a Roma ed esegue, a Sessa, il campanile della chiesa parrocchiale. Sempre a Sessa, più tardi, Giuseppe Donati aprirà una scuola di disegno dopo aver frequentato l’Accademia di Brera a Milano. Nella prima metà del Novecento inizia, con Ugo Donati, la tradizione del commercio di arte antica, prima a Roma e poi, a partire dagli anni Quaranta sino ad oggi, a Lugano in via Nassa, seguito dal figlio Pino e, oggi, da Stefano.

«Mio nonno Ugo», prosegue Stefano Donati, «nonostante gli studi commerciali svolti a Bellinzona e un periodo passato nel mondo dell’industria alberghiera a Londra, si reca presto a Roma, non potendo rimanere impassibile al richiamo dell’arte, ormai ben radicato nel ‘gene’ della famiglia Donati. Qui, lavorando nell’amministrazione del Grand Hotel, conosce uno storico e guida turistica con cui apre la sua prima galleria vicino a Palazzo Barberini. I clienti sono turisti inglesi e americani che, sulla scia della tradizione del Grand Tour, si recano nell’Urbe per ammirare le rovine e le antichità romane». 

Visto il successo della nuova attività e l’interesse per il mondo dell’arte, Ugo Donati apre una nuova galleria nel Foro, dove negli anni Venti e Trenta del Novecento avevano sede gli antiquari in genere specializzati in archeologia e arte classica. Esegue inoltre importanti studi sul Barocco romano d’‘importazione’ ticinese e firma numerosi volumi di grande importanza storico-artistica, tra i quali vale la pena ricordare ‘Artisti Ticinesi a Roma’ del 1942, promosso dal Canton Ticino, e ‘Vagabondaggi’, un’interessante raccolta di saggi e articoli contraddistinta dal suo ben noto piglio deciso e ‘battagliero’. Inoltre, grazie alla sua altrettanto nota tenacia archivistica, scopre il testamento di Francesco Borromini. Rientrato in patria nel 1942, apre una galleria sul Lungolago di Lugano e altre sedi, più tardi, sempre in via Nassa, dove saranno il figlio Pino e il nipote Stefano a continuare la tradizione di famiglia.

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«Le opere trattate da mio nonno Ugo e, successivamente, da mio padre» spiega Stefano Donati, «ben rappresentano la tradizione di quella che è la Galleria Donati oggi. Si tratta infatti per la maggior parte di arte plastica: sculture, sarcofagi, busti, come pure ceramiche e oggettistica in genere. Numerose sono state le opere passate nel corso degli anni dalla galleria e ora in importanti collezioni e musei, come il Getty Museum di Malibu, l’Antiken Museum und Sammlung Ludwig di Basilea, il Kurashiki Ninagawa Museum in Giappon, il Ny Carlsberg di Copenaghen…». 

Aggirarsi tra antichi crateri attici, statue greche e gioielli dell’età greca e romana proprio nel centro di Lugano è un’esperienza affascinante, che riesce davvero a proiettare indietro nel tempo e che fa riflettere. «Il fascino di questo tipo di collezionismo», spiega l’antiquario, «ha numerose sfaccettature: da un lato, se ne può amare l’intimità che si crea anche con il mondo scientifico, a differenza dell’antiquariato più ‘classico’, come per esempio quello dei mobili, dove questi aspetti sono forse meno evidenti; dall’altro, ci sono l’unicità dell’opera, il fascino dell’antico, la consapevolezza che ci si trova ogni volta di fronte ad un vero e proprio ‘pezzo di storia’, permeato di una sorta di plus-valore intrinseco. Solitamente, il collezionista di questo tipo di oggetti è spinto all’acquisto non tanto per ‘moda’ o per mero investimento, ma per amore e per passione». 

È per questo motivo che la galleria si presenta ormai da decenni anche al di fuori della realtà locale, proponendo a un pubblico sempre più vasto un ventaglio di oggetti selezionati alla fiera antiquaria di Basilea, appuntamento internazionale dedicato a questo settore. «Come accade nell’arte moderna e contemporanea», conclude l’antiquario, «si continua ad acquistare e a vendere solo grazie a una fitta e consolidata rete di specialisti e conoscitori a livello mondiale, così da permettere al collezionista sia di poter contare sull’affidabilità professionale, sia di poter partecipare appieno ai piaceri che il collezionismo comporta. E come non mancano i compratori stranieri, soprattutto dall’America, dalla Germania e dall’Inghilterra, che restano i Paesi più affezionati all’archeologia, esistono anche in Ticino degli appassionati d’arte antica». A dimostrazione di questa passione, la fondazione della rivista internazionale specialistica di numismatica e arte classica ‘Quaderni Ticinesi’ negli anni Settanta da parte di Pino Donati insieme ad alcuni appassionati, che ancora oggi annualmente viene pubblicata. Questa la dimostrazione che tale settore, anche se proporzionalmente piccolo, conosce un’importanza scientifica e uno sviluppo estremamente internazionale. 

L’amore di Stefano Donati per l’arte antica si riflette anche nella sua produzione artistica: le sue opere, che lui stesso definisce d’arte ‘concettuale’, sono fatte di continui rimandi a quelle epoche e a quegli stili da lui tanto amati. Nelle sue installazioni, dove giocano sempre tecniche e supporti diversi, Donati riesce ad accostare armoniosamente reperti antichi con interventi pittorici contemporanei, rivendicando quella ‘libertà assoluta’ propria dell’artista concettuale. Sin dagli anni Settanta, numerose sono state le mostre personali e collettive che l’hanno visto protagonista a Roma, Basilea, Milano, Lucerna e in Ticino.

Stefano Donati è stato presidente di Visarte, ed è membro sia della Commissione Culturale che di quella dei Beni Culturali del Canton Ticino, in linea con la tradizione di famiglia, che vede i Donati estremamente attivi e impegnati per la salvaguardia del territorio e della cultura artistica in generale.

 

Angela Mollisi




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