10.08.2011
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Ticino Management - keywords: editoriali
L'Asia compra i debiti
I piastrellai di Sassuolo ce l’hanno fatta: dopo che i cinesi li avevano tolti dal mercato mondiale delle piastrelle e dei macchinari per fabbricarle, hanno fatto passare da Bruxelles un dazio ‘mortale’ in vigore all’interno dell’Ue per colpire i prodotti cinesi e per riconquistare le posizioni perdute.
L’Italia per contro finanzia il suo debito pubblico per il 40% in Asia e Prada ‘salta’ Milano preferendo quotarsi ad Hong Kong: un piccolo esempio di quanto la situazione sia perlomeno grottesca.
‘Die Zeit’ - il prestigioso settimanale tedesco - è più acido: il vero nemico è in casa, nel mondo occidentale, perché peggio dei debiti e delle speculazioni è la mancanza storica di leadership politica. Noi siamo solo un poco più indulgenti riguardo alle problematiche che i leader politici dal dopoguerra a Gorbaciov hanno dovuto affrontare: in un contesto di euforia economica costante hanno risolto in tempi neanche brevi l’ordinario, con qualche dannosa e costosissima guerra inutile (Vietnam) e mantenendo lo spauracchio della guerra fredda, legittimata per mezzo di cifre assurde.
Quanto all’Europa, se si fosse fatta l’Unione fiscale prima dell’euro gli eventi sarebbero stati contrassegnati da maggior disciplina. Nessuno avrebbe promesso (come ha fatto la Grecia) senza poi fare il minimo sforzo per mantenere le promesse, e si potrebbe continuare di questo passo per tutti quei Paesi che vogliono aumentare il benessere dei cittadini con la spesa pubblica. E allora l’Asia interviene (sembra incredibile), ma non è la Cina ‘il primo della classe’: con uno tsunami che ha annullato 100 chilometri di coste, una centrale atomica quasi esplosa e un colpo all’economia non indifferente, ebbene sì, sono i figli del Sol Levante i più grandi ‘soccorritori’ delle economie occidentali. Il Giappone anche nei peggiori giorni dello tsunami sottoscriveva emissioni per 15 miliardi di Eurobonds all’Efsf, miliardi destinati alla Grecia. A fine 2010 il Giappone aveva in portafoglio 2600 miliardi di franchi di obbligazioni estere, ben più della Cina, che è comunque la prima creditrice degli Usa con 1145 miliardi di dollari, seguita dallo stesso Giappone a quota 908 miliardi.
Klaus Regling, che dal Lussemburgo dirige le casse dell’Efsf, si fa in quattro per minimizzare agli asiatici le situazioni dei ‘debiti sovrani’ europei. Ed è solo grazie a loro se le aste dei titoli di Stato finiscono bene, anche se il fondo da lui diretto è il più contestato dai migliori del gruppo, i tedeschi.
Insomma, il mondo occidentale può solo registrare i fatti: l’Asia sta tenendo in vita l’economia reale, permettendo all’Europa di venderle di tutto, dagli orologi alle auto, dall’arredo alla moda, e inoltre presta i soldi per compensare i deficit statali. E speriamo che gli americani non sconvolgano i ritmi mandando il dollaro a p...
Valerio De Giorgi