13.09.2010
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Ticino Management - keywords: economia, commercio
Una Chiasso che vive
Sono numerose le iniziative pensate per rilanciare la città di confine, che in alcuni casi hanno già permesso di raggiungere risultati positivi.
È vivo nel ricordo di tutti il fervore commerciale che ha contraddistinto Chiasso negli anni ‘70, quando i negozi della cittadina di confine venivano letteralmente presi d’assalto dagli acquirenti, in gran parte italiani disposti a lunghe file pur di acquistare a prezzi concorrenziali generi alimentari, tabacchi, articoli di elettronica. E il carburante...
Il terziario resta peraltro a tutt’oggi trainante per l’economia della città, uno dei poli principali della piazza finanziaria ticinese: «Il tipo di vita e le esigenze di oggi sono drasticamente cambiate rispetto a una quarantina di anni fa: occorre prendere atto delle mutate condizioni e adattarsi al cambiamento, attraverso una riconversione di prodotti e servizi», fa notare il sindaco della cittadina, Moreno Colombo.

«Negli anni ‘70 Chiasso segnava una crescita addirittura più importante di Lugano. Passato il periodo del ‘boom’ economico, la città si è un po’ adagiata sui fasti degli anni passati e non ha saputo reagire prontamente ai mutamenti in atto adottando i necessari provvedimenti. È rimasta per parecchi anni ‘ferma sul posto’, vivendo alle spalle dei suoi anni d’oro», fa notare Carlo Coen, presidente del Gruppo Commercianti Chiasso, che dal 2006 si è costituito in associazione per offrire un supporto ancora migliore ai commercianti della piazza chiassese, «non è certo pensabile riportare la città ai fasti di quegli anni: però rivitalizzare l’agglomerato è possibile», puntualizza convinto Coen, che vede nella stretta collaborazione attivata con il Municipio la via per uscire da una situazione di stasi, che per troppo tempo ha caratterizzato la città: «Da questa stretta collaborazione sono già scaturite parecchie iniziative per rilanciare la piazza di Chiasso», fa notare il presidente dell’Associazione Commercianti Chiasso, cui aderiscono circa 150 negozi attivi nella città di confine, sui circa 200 commerci presenti.
Ne è un esempio il ‘Progetto di marketing comunale’, finanziato integralmente dall’ente pubblico con un budget di 62mila franchi, destinati a definire la strategia di intervento, a monitorare l’attuale situazione e a dare poi avvio alla fase attuativa vera e propria.
L’iniziativa, frutto del lavoro del ‘Gruppo per il promovimento economico cittadino’, istituito dal Municipio ad inizio legislatura, si svilupperà sull’arco di tre anni; l’intento è quello di conglobare gli sforzi di tutti per migliorare l’immagine di Chiasso, rendendola sempre più attrattiva agli occhi dei suoi cittadini, ma anche degli imprenditori attivi sul territorio e dei visitatori: «Un progetto teso a veicolare in modo ottimale il brand della città. Grazie ad esso, Chiasso accrescerà la propria concorrenzialità per quanto riguarda l’immagine dei suoi prodotti e dei suoi servizi», spiega il sindaco Moreno Colombo, che ricorda come il fulcro di questo progetto consista nell’allestimento di un’organizzazione paritetica fra l’ente pubblico comunale e i commercianti, che funga da intermediario fra le esigenze degli uni e degli altri: «una forma organizzativa, questa, che permette di essere più dinamici e flessibili, oltre che risultare motivante per entrambi gli interessati: tramite una struttura paritetica si ottengono infatti risposte immediate e viene garantita una gestione del marketing territoriale comune a lungo termine».
Con il progetto di marketing ‘Chiasso Open’ la cittadina di confine fa da apripista in Ticino, e si allinea a operazioni simili già condotte con successo in altri comuni svizzeri, fra cui Aarau, Zurigo, Winterthur, nonché dal Canton Sciaffusa: «La scorsa primavera sono stati recapitati dei formulari a 2mila residenti scelti a campione, e altri sono stati distribuiti a caso ai clienti dei negozi, con l’obiettivo di raccogliere i loro pareri sulla città. Le risposte, che sono attualmente al vaglio e i cui risultati verranno resi noti in autunno, rispecchieranno dunque il parere degli abitanti di Chiasso e più in generale di quanti risiedono in Svizzera o all’estero», spiega Carlo Coen, che ricorda come il formulario sia stato distribuito alla popolazione, ai commercianti, agli enti turistici, agli alberghi, ai bar e ristoranti, e così via.
Scopo del ‘Progetto di marketing urbano’ è rendere più attrattivo il comparto commerciale di Chiasso, una cittadina che dal 1968 al 1984 contava in media 8.800 abitanti, attestati oggi sugli 8mila circa: «Il numero dei residenti è rimasto abbastanza stabile nel corso degli anni, ma Chiasso non può fare riferimento unicamente a questa cifra: la sfida è infatti sempre stata quella di essere pronti a far fronte alle esigenze della popolazione che raggiunge quotidianamente Chiasso per esigenze lavorative e risiede nei Comuni vicini, oltre al flusso di coloro che sono in transito e vi sostano per i più svariati motivi: professionali, alla ricerca di prestazioni e servizi offerti dal settore terziario, o ancora per fare acquisti, tanto che gestiamo giornalmente circa 15mila ‘abitanti’», fa notare il sindaco.
Un’iniziativa che ha fatto particolarmente discutere, spaccando letteralmente in due l’opinione pubblica ma soprattutto gli addetti al commercio, è stata la pedonalizzazione del centro storico, divenuta effettiva nella seconda metà del 2005; una spaccatura ‘geografica’, dato che ad essere sostanzialmente sfavorevoli all’iniziativa erano all’epoca - e lo sono tutt’ora - i commercianti che operano nella zona a sud della città, quella che dalla dogana si spinge fino a Piazza Indipendenza: «Una presa di posizione comprensibile, dato che quotidianamente la dogana di Chiasso strada registra un transito di circa 4mila mezzi che sono stati tutti deviati, causando un notevole impoverimento di questa parte del centro cittadino. Ora si sta valutando l’ipotesi di riaprire il centro storico sud ‘a tempo’, ossia solo in determinate fasce orarie, quelle che statisticamente risultano le più frequentate», spiega il presidente dell’Associazione Commercianti, «penalizza ulteriormente questa zona la mancata ristrutturazione di alcuni edifici storici privati, che opportunamente riattati potrebbero divenire estremamente interessanti, sia quale alloggio, sia per ospitare nuovi esercizi commerciali.Anche tenuto conto del fatto che Chiasso presenta costi di acquisto e di affitto molto ridotti in rapporto ad altre realtà cantonali».

«La pedonalizzazione del centro storico poteva essere progettata meglio, per esempio realizzando una rete viaria di sostegno», fa notare Carlo Coen, «quando si vuole chiudere la via principale di un centro cittadino occorre prima di tutto predisporre una circonvallazione che aggiri la zona pedonale da entrambi i lati, creando nel contempo sufficienti spazi di parcheggio nelle immediate vicinanze. Tutte soluzioni che sono ora allo studio, ma che a mio avviso occorreva predisporre prima».
La rete di sostegno cui fa riferimento il presidente dell’Associazione Commercianti comporterà una serie di interventi sulla viabilità cittadina: «Per quanto riguarda le possibilità di sosta, la ricettività del parcheggio di via Comacini è già stata potenziata, e la struttura offre ora più di 200 posti auto (con la prima ora gratuita); nei pressi della stazione sono stati creati altri 60 parcheggi e, sull’arco dei prossimi anni, ne verranno realizzati altri 70. Tutti interventi opportuni, ma che sarebbe stato meglio effettuare all’inizio del progetto, in contemporanea con la pedonalizzazione del centro storico».
Diversa la situazione della zona a nord di Chiasso, quella che collega Piazza Indipendenza a Piazza Municipio: «I commercianti attivi in questo lato della città hanno tratto benefici dalle ristrutturazioni dei vecchi immobili», sottolinea Carlo Coen. Ha infatti giocato a favore di questa zona la riattazione di alcuni stabili d’epoca, che oltre ad attrarre abitanti ha anche indotto parecchie banche, assicurazioni e società di servizi a trasferire qui i propri uffici: «i privati si sono fatti carico della ristrutturazione di alcuni palazzi d’epoca, riattando gli stabili di loro proprietà. Il risultato è stato premiante: i palazzi che sorgono in questa’area della città sono oggi tutti occupati», constata il sindaco della cittadina.
Numerosi gli interventi di riqualifica degli ambienti urbani di cui si sta facendo carico il Municipio: fra questi ricordiamo quello del quartiere Soldini o del comparto di via Odescalchi: «Siamo intenzionati a investire risorse in progetti che creino i presupposti per una migliore qualità di vita nella cittadina, affinché risulti maggiormente attrattiva nei confronti di altri residenti e venga favorito l’insediamento di nuove attività commerciali», spiega il sindaco Moreno Colombo.
Tra gli interventi effettuati in centro, in particolare lungo Corso San Gottardo, è di particolare rilievo la ristrutturazione dello stabile di Via Bossi, che si affaccia su Piazza Indipendenza: «Un intervento che ha portato nuove società a insediarsi nello stabile, alcune delle quali hanno addirittura trasferito a Chiasso la propria sede», ricorda il sindaco, «in generale, tutti gli immobili lungo il Corso sono stati oggetto di ristrutturazione o restauro, a cominciare dal risorto quartiere Arcadia, senza tralasciare la ristrutturazione dell’immobile che oggi ospita la Banca Wegelin. Del resto, anche le vie perpendicolari al Corso sono state interessate da interventi di recupero molto interessanti, che hanno portato ad esempio Cornèr Banca ad aprire a Chiasso - ed è la prima volta - una propria filiale», spiega ancora il sindaco.
A penalizzare gli acquisti in centro città sono, come spesso accade, i grandi centri commerciali: «Al Serfontana di Morbio si aggiungerà presto il nuovo centro commerciale, dall’avveniristica forma a ‘uovo’, che sta sorgendo alla periferia della città, e che va ad aggiungersi al discounter tedesco Aldi, già attivo dallo scorso marzo», fa notare Carlo Coen, che esclude la possibilità che i grossi centri commerciali possano portare degli acquirenti anche ai piccoli commerci del centro: «i ‘megastore’ realizzati in periferia sono fini a se stessi, dato che la clientela che li frequenta non si sposta poi in centro. Diverso sarebbe invece se alcuni importanti centri commerciali fossero realizzati in centro: in questo caso porterebbero sviluppo e beneficio a tutta la città, innescando una collaborazione fra piccolo e grande commercio, che si rivelerebbe proficua per entrambi», afferma convinto il presidente dell’Associazione Commercianti, che porta l’esempio di Lugano, in cui la presenza nel centro città di alcuni grossi rivenditori ha innescato ricadute positive anche sul piccolo commercio locale. Per vivacizzare e rendere più attrattivo il commercio di Chiasso andrebbe inoltre maggiormente differenziata l’offerta merceologica: «L’avvento dei centri commerciali in periferia ha avuto innegabili ripercussioni sulla tipologia dei negozi presenti nel centro urbano; in particolare si avverte oggi la mancanza di qualche negozio in più di generi alimentari (soprattutto macellerie e rivendite di frutta e verdura)», fa notare il sindaco Moreno Colombo.
«Attualmente in centro sono presenti principalmente negozi di abbigliamento, ottici, parrucchieri ed estetisti. Perché non pensare invece ad aprire un’assortita libreria, capace di abbinare all’offerta libraria quella musicale, oppure un locale con animazione per i giovani, ma anche negozi per il consumo quotidiano?», si chiede Coen, «in tal modo, il polo cittadino diverrebbe maggiormente attrattivo anche nei confronti dei giovani».
Del resto, non va dimenticato che Chiasso offre ancora oggi buoni margini di risparmio, che nel caso dell’abbigliamento possono raggiungere il 20%: «A parità di qualità, i prezzi applicati a Chiasso sono più convenienti rispetto a quelli della vicina Italia, e penso ad esempio a Como», fa notare il presidente dell’Associazione Commercianti, che ricorda come il pubblico italiano rappresenti un importante bacino d’utenza: «purtroppo, si tratta di una clientela che lega molto i propri acquisti alle fluttuazioni del cambio euro/franco. In generale», spiega Coen, «abbiamo notato che la clientela che frequenta i negozi di Chiasso è in massima parte locale, o proveniente dalle zone limitrofe; si è persa invece negli anni la clientela di transito: italiani e svizzeri diretti in Italia».
Flessibilità è poi stata dimostrata dal Dipartimento delle finanze e dell’economia nei confronti degli orari di apertura: «Chiasso, in quanto zona di frontiera, fruisce di una grande libertà da questo punto di vista. Grazie ad una legge degli anni ‘70, da un paio d’anni portiamo avanti l’iniziativa delle aperture domenicali, che registrano una buona adesione da parte dei commercianti e un discreto riscontro da parte del pubblico», sinterizza Coen, «dato che, fino al 30 maggio, la prima e l’ultima domenica del mese veniva offerta ai proprietari la possibilità di tenere aperti i negozi, le aperture domenicali sono state quest’anno ben 18».

Per essere attrattivo, lo ‘shopping della domenica’ deve essere però adeguatamente supportato da ‘eventi’: un messaggio che hanno ben recepito le autorità cittadine, che promuovono un ricco programma di iniziative che coinvolgono Chiasso lungo tutto l’arco dell’anno, e che trovano nel periodo estivo la propria massima espressione, portando il pubblico a vivere fra le strade e le piazze della cittadina: «Ne è un esempio il ricco programma di ‘R... estate... a Chiasso’ che propone, da aprile ad agosto, un assortito calendario di eventi, che comprende concerti, mostre, film all’aperto e così via, che vivacizzano la scena culturale della città, che nel suo piccolo ha davvero ‘una marcia in più’, e presenta un fervore culturale spesso maggiore rispetto ad altri poli cittadini ticinesi», ricorda Carlo Coen, che si sofferma su un altro dato molto interessante: sono sempre più numerosi i turisti che utilizzano Chiasso quale città d’appoggio per visitare il Ticino o i vicini centri lombardi, come ad esempio Como, Varese o Milano: «puntando su questa serie di ‘atout’ potremo condurre Chiasso a compiere il salto di qualità richiesto», conclude fiducioso il presidente dell’Associazione Commercianti.
Elena Steiger