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11.06.2010 in Ticino Management - keywords: editoriali

Precisi profeti, purtroppo

Alla fine le legnate le ha prese la signora Merkel e il suo governo: hanno osato dire ai greci che sono un po’ lazzaroni e al resto dell’Europa, che chi non lavora non mangia, come si diceva una volta, e soprattutto ha chiesto di non cercare di vivere a spese della Germania.

Il debito pubblico diventa il grande punto interrogativo di ogni portafoglio. Le emissioni governative dei Paesi europei, con l’eccezione di quelle svizzere, sono e saranno sempre potenzialmente sotto scacco.

Questo richiede una revisione soprattutto dei portafogli più prudenti e la nostra inchiesta di copertina – oltre ad analizzare lo scenario – entra nel merito delle possibili soluzioni, chiedendo ai professionisti della piazza pareri e soluzioni. Ai governi oggi si chiede di spendere meno, e di accettare le soluzioni che si stanno elaborando in altre sedi: BCE, FMI, UE, Federal Reserve. In cambio viene concesso loro di mettere in dubbio i rating delle agenzie. L’idea di creare una nuova agenzia europea non è peregrina, visti i disastrosi errori degli ultimi dieci anni, ma una agenzia ufficiale europea di rating nata su richiesta dei governi e quindi dei debitori farebbe fatica ad acquisire la necessaria autorevolezza.

Sulla maniera migliore per ridurre i passivi di bilancio si è scatenata la fantasia. I politici non vogliono perdere la faccia e i voti e vogliono evitare che i sindacati rompano i ritmi economici già molto precari. In Italia vi è chi (parliamo di un rispettato e moderatissimo parlamentare UDC, l’onorevole Tabacci) ha proposto di intervenire sui patrimoni scudati soprattutto i patrimoni immobiliari all’estero che sarebbero ampiamente sottostimati. Una associazione di consumatori italiana l’Adusbef propone una aliquota ulteriore del 16,5% giusto giusto la cifra necessaria per la manovra.

Del resto il governo italiano ha inventato la manovra per procura. Il governo incassa il merito di aver ‘risparmiato’ 25 miliardi di euro, 8 dei quali arriveranno dalla lotta all’evasione e 10 dai tagli a Comuni e Regioni. Per un Paese che starebbe preparando il federalismo fiscale ci sembra un colpetto non indifferente. I tedeschi propongono a comuni e Länder (che hanno un debito sommato di 1700 mld di euro) di ridurre la temperatura dell’acqua delle piscine coperte (meno energia) e abolire 1/3 della cartellonistica stradale, semafori compresi, sarebbero completamente inutili, o controproducenti.

Si risprmierebbero: parola di Berlino, 5 miliardi. Sarkozy in campagna elettorale aveva giurato su Carlà che mai avrebbe spostato l’età pensionistica oltre i 60 anni. Niente di più falso “le débat est ouvert” dice ora: del resto anche Mitterand fece voltafaccia simili. Grande assente dal dibattito la crescita dell’economia. Sola in grado di incrementare il Pil (riducendo l’incidenza del debito) e di aumentare le entrate fiscali. “Ma siamo in emergenza” si risponde. Forse, ma non era una emergenza inattesa. L’umile nostra testata a metà 2009 scrisse una storia di copertina intitolata “2010 fuga dai bond” che prevedeva l’indebitamento eccessivo e la conseguente diffidenza verso le emissioni sovrane Fummo purtroppo precisi profeti.

Valerio De Giorgi

PS: In questa edizione vogliamo introdurre anche l’edizione trimestrale in lingua russa di Ticino Management. Un omaggio ai numerosissimi ospiti della grande nazione che, ne siamo convinti, sarà fra le vere opportunità per il rilancio dell’Europa.



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