09.03.2010
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Ticino Management - keywords: editoriali
Visto dai Saloni
Ci sono tanti modi per capire l’economia: bastava passare tra gli stand della ‘Basel World 2009’ per capire l’anno cominciato in tutte le più importanti nazioni del globo.
Da ogni direttore di filiale o importatore d’orologi, dall’Argentina agli Usa, dalla Russia alla Cina, si potevano raccogliere esperienze dirette e farsi un quadro perfetto della situazione di ogni nazione. Così, il 2009 era già perfettamente tracciato: salvo la Cina e dintorni, brusca frenata. È notevole il flusso di informazioni che riceviamo a Lugano e le qualificate opinioni degli esperti attirati dall’importanza della piazza finanziaria. Ma frequentare i saloni (mondiali), particolarmente a inizio anno, è un ottimo modo per sapere se l’economia reale sta per ridecollare.
È bastato scendere in Brianza e seguire le preparazioni per l’appuntamento mondiale di Milano per vedere con quanta creatività, qualità e classe i leader lombardi porteranno nel mondo i loro prodotti con il prossimo ‘Salone dell’Arredo’. Non potevamo non far conoscere ai nostri lettori questa unica scoperta. C’è una grande affinità fra la filiera del mobile di alto livello in Brianza e quella dell’alta orologeria nel Giura, tanto che gli abitanti di questa regione potrebbero unirsi con i Brianzoli in un unico ideale salone mondiale, con i migliori assoluti della ‘vecchia Europa’ della passione, dell’artigianato, dell’arte e della tradizione.
Nonostante un 2009 particolarmente difficile per il settore auto, il Salone di Ginevra è tutto riempito. Primo e unico appuntamento mondiale per un Paese non produttore, permetterà di tracciare le tendenze quantitative e qualitative, per esempio la netta riduzione dei consumi dei modelli futuri. In Europa le auto ‘bevono’ molto meno e negli Usa è obiettivo preciso dell’attuale amministrazione seguire il nostro buon esempio. Sarà anche per questo che il petrolio non ‘sfonda’ e l’oro non ritocca i massimi del 2009. La manovra della Federal Reserve non ha creato panico fra gli osservatori, quasi fosse uno ‘scherzo di carnevale’. Certo la banca centrale ha approfittato di un momento di grazia, l’unico nel recente passato in cui l’euro è parso più debole del dollaro: messo sotto pressione dalla Grecia e soprattutto dalle difficoltà dei suoi creditori, soprattutto Francia o Germania. Nella situazione il franco svizzero gode e chi, nello scudare in fretta, ha salutato anche il Franco svizzero, si mangia un po’ le mani.
Valerio De Giorgi