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23.07.2009
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Ticino Management - keywords: economia, sport
Mendrisio capitale del ciclismo mondiale
Dal 23 al 27 settembre si svolgeranno a Mendrisio i Campionati mondiali di ciclismo su strada. Un grande avvenimento sportivo, ma anche un’opportunità economica e promozionale per il territorio che ospita le gare.
di Marzio Molinari
Ticino terra di ciclismo’: questo lo slogan che hanno scelto gli organizzatori dei Campionati mondiali di ciclismo su strada che si svolgeranno a Mendrisio nel mese di settembre. Indubbiamente una scelta azzeccata: in effetti dopo il 1953, il 1971 e il 1996 il Ticino ospiterà per la quarta volta la gara iridata. Senza contare poi i Mondiali di mountain bike del 2003, svoltisi a Rivera e sul Monte Tamaro, i numerosissimi arrivi e le partenze di tappe del Giro della Svizzera o del Giro d’Italia, altre competizioni (come per esempio il Giro del Mendrisiotto o il Gp di Lugano) e soprattutto il fatto che a sud delle Alpi si contino nove Velo club e sette associazioni ciclistiche. Il tutto in un territorio la cui conformazione rende particolarmente interessante la pratica di questo sport. «La candidatura di Mendrisio è nata nel 2003», ricorda Marco Sangiorgio, presidente del Comitato d’organizzazione dei Mondiali di Mendrisio e dal 2000 presidente del Velo club Mendrisio, «nel mese di ottobre di quell’anno ero presente ai Mondiali di Hamilton in Canada come capo della delegazione svizzera e in quell’occasione ho ‘tastato il terreno’ per verificare se ci fossero delle possibilità per organizzare la competizione a Mendrisio, grazie anche alla collaborazione di Rocco Cattaneo, che faceva parte del comitato dell’Unione ciclistica internazionale (Uci) e che aveva organizzato i Mondiali di Lugano del 1996. Dopo quei Campionati svoltisi in riva al Ceresio era già stata avanzata una candidatura svizzera: per due anni consecutivi l’Uci aveva però rifiutato la candidatura congiunta dei cantoni di Lucerna, Zugo e Svitto a favore delle città di Madrid nel 2005 e di Salisburgo nel 2006. Sapevo però che i Mondiali sarebbero presto dovuti tornare in Svizzera, e infatti la nostra richiesta fu accolta positivamente. Insomma, mi sono trovato nel posto giusto nel momento giusto...». L’Uci ha assegnato ufficialmente a Mendrisio l’organizzazione della competizione nel 2005, «anche grazie al fatto che abbiamo potuto sin da allora garantire il sostegno di uno sponsor importante (la Mapei, azienda leader mondiale nei prodotti per l’edilizia, da diversi anni attiva nel mondo del ciclismo) e delle istituzioni (il comune di Mendrisio)», aggiunge Sangiorgio, che a Mendrisio è titolare di uno studio di architettura.
Un’esperienza che per certi versi ricorda quella di Renzo Bordogna, membro del comitato di organizzazione di questi Mondiali, nonché presidente del Consiglio di amministrazione della Massinvest di Mendrisio (società di gestione patrimoniale e consulenze finanziarie), e che è stato a capo dell’organizzazione dei precedenti Mondiali svoltisi nel Magnifico Borgo, quelli del 1971.
«Nel corso del 1970 avevo assunto la presidenza del Velo club Mendrisio, e quindi il mio fu davvero un battesimo di fuoco», ricorda Bordogna, «allora organizzammo i Mondiali in soli otto mesi: quella fu un’edizione storica, anzitutto per il confronto tra Merckx e Gimondi - poi vinto dal belga - e poi perché furono i primi Mondiali diffusi in diretta televisiva. I costi ammontarono a circa un milione e mezzo di franchi; ma già allora l’organizzazione era partita su solide basi, come è il caso oggi, perché si raggiunse un accordo di sponsorizzazione con la Cynar, pari a 300mila franchi».
Secondo Sangiorgio Mendrisio presenta due caratteristiche importanti che rendono il Borgo e i suoi dintorni particolarmente indicati per ospitare i Mondiali: l’aspetto climatico, poiché a fine settembre ci sono ancora le condizioni ideali per svolgere gare ciclistiche, e poi la vicinanza con il Nord Italia, terra di grandi appassionati di ciclismo, che garantisce un afflusso massiccio di spettatori.
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