Arte & Storia - Svizzeri a Torino. Lugano.

Home » Ticino Management

 
23.07.2009 in Ticino Management - keywords: energie rinnovabili, investimenti

Dissoltesi le nubi, tornerà il bel tempo

Nel 2008 anche il settore delle energie rinnovabili non è riuscito a evitare gli effetti della recessione globale. Ma ci sono tutte le premesse perché riesca ben presto a ritrovare i tassi di crescita registrati negli ultimi anni.

Chiuso un 2008 paradossale, il settore delle energie alternative sta affrontando una fase di stasi della crescita che dovrebbe concludersi con l’anno, forse anche prima, per poi recuperare i suoi tassi e le prospettive di crescita. Anno paradossale il 2008 perché il settore delle energie rinnovabili non è riuscito a evitare gli effetti del rarefarsi del credito e della recessione globale. Aziende meno consolidate sono state scosse dalla turbolenza economica, e il settore è stato fino a marzo fra i più colpiti dalla crisi di borsa.
In compenso nel 2008, per la prima volta nella storia, la maggioranza della nuova capacità installata è stata di origine rinnovabile: 20 gigawatt (un gigawatt, in sigla GW, è la produzione di una centrale nucleare medio-piccola), soprattutto eolici, si sono aggiunti ai 260 già installati. Per capirsi, si produce nel mondo più energia da fonti rinnovabili di quanta energia nucleare si produca negli Stati Uniti (283 contro 240 GW). 
L’energia prodotta da pannelli solari che trasformano immediatamente in elettricità le radiazioni solari è aumentata del 125% nel 2008: praticamente lo scorso anno sono state inaugurate centrali con una capacità quasi pari a quella resa disponibile in tutti gli anni precedenti (5,3 GW su 13). L’energia eolica è aumentata del 42% a 28 GW, mentre quella geotermica ha superato la soglia dei 10 GW. 
2009722_eolico_tm_0908_img_3.jpg Sempre nel 2008, per la prima volta i programmi di incentivo alle energie alternative si sono inseriti a pieno titolo nelle misure di stimolo all’economia. E l’anno potrebbe concludersi con una svolta storica: l’adesione degli Stati Uniti e l’interesse della Cina verso l’obiettivo di dimezzare il rilascio di CO2 nell’atmosfera. 
La recente edizione del ‘Sustainability Research report’ pubblicato da Banca Sarasin, una delle ‘bibbie’ in materia, è ottimisticamente intitolata ‘Tempo bello in vista, quando le nuvole se ne saranno andate’. La banca di Basilea, la prima in Europa a orientare tutti i suoi investimenti secondo la logica della sostenibilità, presidia da tempo il settore e ritiene che le energie rinnovabili, permettendo da una parte il raggiungimento di obiettivi di protezione del clima e dall’altra la riduzione della dipendenza dalle importazioni di energia, «potrebbero addirittura trarre beneficio dalla crisi attuale», nota Matthias Fawer, vice president for sustainable investment di Banca Sarasin.
Nel settore delle energie, in generale, fra l’investimento e la messa in opera di un impianto intercorre un lasso di tempo che varia dai pochi mesi di un piccolo impianto residenziale o industriale ai tre anni o più di una centrale. Non stupisce quindi notare che il 2008, se ha visto una netta crescita delle messe in opera, ha segnato anche una stasi degli investimenti, più marcata ovviamente nell’ultimo trimestre dell’anno. Nel 2008 sono stati stanziati nel mondo 155 miliardi di dollari per la produzione di energie ‘pulita’ contro i 148 del 2007. Oltre metà nell’eolico (52 miliardi) e 34 nel solare.

Il 2009 è partito male: nel primo trimestre gli investimenti sono stati di 13 miliardi, nemmeno la metà rispetto ai 28 del I trimestre 2008. I trimestri seguenti dovrebbero segnare rallentamenti meno clamorosi, ma gli analisti si attendono un calo dal 20 al 40% negli investimenti per il 2009. «È accaduto soprattutto nell’eolico quello che è avvenuto nel settore immobiliare. Le banche che prima finanziavano l’80 o il 90% di un progetto, oggi non salgono sopra il 60-70%», spiega Fawer, «e ovviamente prediligono i progetti con le prospettive di rendimento migliori e più sicure».
2009722_eolico_tm_0908_img_2.jpg In compenso si sono mosse le grandi utility, vuoi per trarre vantaggio dalle incentivazioni dei governi, vuoi per riequilibrare il loro mix energetico. La sola E.on prevede investimenti per 8 miliardi nei prossimi quattro anni principalmente nell’eolico off-shore, ma questo tipo di iniziative tende a essere influenzata dal ciclo e dal prezzo del petrolio (come dimostra il recente disimpegno di Bp dal settore ‘rinnovabili’). 
L’interesse mostrato dai governi verso l’energia verde ha diverse giustificazioni: oltre a essere politicamente vincente, l’energia verde è un settore ad alta intensità di lavoro. Le pale e i pannelli solari si ripagano nel tempo e entrano in opera più velocemente delle strade realizzate ai tempi della grande crisi. Ad aprile 2009, nota il report di Banca Sarasin, 13 nazioni avevano annunciato pacchetti verdi per un totale di 183 miliardi di dollari: 67 miliardi ciascuno Cina e India, 11 miliardi ciascuno il Giappone e l’Europa ‘allargata’ (quasi tutti da Germania e Italia). 
Con realismo gli esperti della banca basilese si chiedono in quale misura gli investimenti annunciati saranno davvero messi a disposizione. La stima di Sarasin è ottimistica: 40 miliardi saranno effettivamente rilasciati nel corso del 2009 e una cifra doppia sarà versata nel corso del 2010.
L’impegno dei governi è necessario anche perché l’energia alternativa continua a essere più cara di quella da fonti tradizionali. «Il mercato tende a creare una relazione inversa fra il prezzo del petrolio e il corso dei titoli legati alle energie alternative», nota Gianluca Grissini, responsabile investimenti di Banca Sarasin a Lugano, «ma il rapporto non è così stretto, prima di tutto perché un impianto eolico o solare è un investimento a lungo termine, 20 o 30 anni, in secondo luogo perché non tiene conto di un fattore molto più importante, cioè della tendenziale riduzione nei costi delle centrali».
2009722_eolico_tm_0908_img_8.jpgIn questi ultimi mesi l’energia prodotta dal carbone costa 2,4/3,7 centesimi di euro al kW/h, quella da idrocarburi varia da 2,5 a 6,3 centesimi. Tra le energie alternative quella più vicina a questi costi è l’eolica on-shore (da 3 a 6,5 centesimi al chilowattora), mentre il solare, sia nella versione termica che in quella fotovoltaica, costa 5 volte di più rispetto alle fonti energetiche tradizionali.
Certo, i prezzi si potrebbero ridurre costruendo centrali in luoghi molto ventosi anche se lontani dai centri di consumo, arrivando a una standardizzazione e creando economie di scala nella produzione dei pannelli (attualmente esistono tanti piccoli e medi produttori con tecnologie differenti) e spostando - come sta avvenendo - la produzione in paesi a basso costo del lavoro. A medio termine però, anche in uno scenario ideale (prezzo del petrolio a 150 dollari a barile, ulteriore calo del 30% nei costi dell’energia di fonte solare), il business continuerà a reggersi sui sussidi pubblici, incentivi di ogni tipo tali da coprire la differenza fra il costo di produzione dell’energia e quello medio di mercato. 
E questo è un elemento di debolezza sia perché aumentando la produzione cresce la rilevanza dell’impegno pubblico, sia perché i bilanci dei governi sono e saranno messi sempre più sotto stress dall’aumento delle uscite e dalla riduzione delle entrate fiscali. 
D’altra parte l’aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili rappresenta lo strumento migliore (insieme al risparmio energetico) per ridurre le emissioni di CO2. Alla Conferenza sul clima indetta dalle Nazioni Unite a Bali nel dicembre 2007 i paesi firmatari dell’accordo di Kyoto, che scade nel 2012, hanno concordato una prosecuzione dell’accordo che dovrebbe essere ratificata a dicembre nell’incontro di Copenaghen, con l’impegno a dimezzare le emissioni di CO2 nell’atmosfera entro il 2050. L’interesse mostrato dall’amministrazione democratica negli Usa (che però trova forti contrasti nell’economia) fa pensare che gli Usa firmeranno l’accordo di Copenaghen o comunque realizzeranno un sistema omogeneo sia negli obiettivi sia nel meccanismo. Anche la Cina, sia per stimolare l’economia, sia per rendersi indipendente a livello strategico, sta investendo moltissimo soprattutto sul fronte della produzione elettrica alternativa (meno sul risparmio energetico e sul controllo delle emissioni). 
2009722_eolico_tm_0908_img_5.jpg Il fatto che l’energia da fonte rinnovabile diventi una componente importante nel mix energetico di alcuni Paesi (Portogallo, Spagna, Germania, Danimarca, ad esempio) pone paradossalmente dei problemi che non erano così importanti quando le ‘rinnovabili’ rappresentavano una componente marginale. La produzione fotovoltaica classica, così come quella eolica, è soggetta a variazioni imprevedibili, la potenza prodotta in una regione può scendere letteralmente in pochi secondi: basta una nube o un calo di vento. Occorrono quindi reti di trasporto elettrico molto più potenti, sistemi di ‘regia’ efficaci in grado di compensare istantaneamente il calo con il rilascio di energia da fonti soprattutto idroelettriche, le uniche in grado di aumentare o diminuire nel giro di pochi secondi l’output di produzione. In Germania è stato messo in opera un ‘impianto virtuale’ composto da 36 centrali solari a biogas e idroelettriche unite da una rete computerizzata. Molto del successo delle energie rinnovabili dipenderà dunque dalla estensione delle cosiddette ‘reti intelligenti’. 



Stai acquistando... (eShop)



(IVA inclusa/Costi di spedizione esclusi). Carrello vuoto.



Cerca Articoli


 

Arte&Storia Galleria Foto Torino

Ultimi Articoli


02.02.2012, in Attualità
Arriva Monti, e noi?
02.02.2012, in Ticino Management
Microfoni (troppo) aperti
02.02.2012, in Ticino Management
Spazio all'arte


Date

Keywords

Appuntamenti

Ultimi Utenti Attivi




Ultimi Commenti




Sondaggio

Contatto


Società Editrice Ticino Management SA
Casella postale 749
CH-6903 Lugano

Uffici: via Vergiò 8, 6932 Breganzona

Tel.: +41 (0) 91 610 29 29
Fax: +41 (0) 91 610 29 10
Contatto online


 
Attualità
Edizione elettronica
Ticino Management
Ticino Management Donna
Arte&Storia
Account
Blogs
Chi siamo
Login | Nuovo Profilo | Recupera Password