18.06.2009
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Ticino Management - keywords: 20 anni, politica
Lugano cresce e sa sognare
Sindaco da un quarto di secolo, Giorgio Giudici ha visto realizzata la grande Lugano e ora pensa a dare una dimensione istituzionale alla città territorio che si estende dal Ceneri a Chiasso. Il tutto senza tralasciare il contatto diretto con le persone e la gestione quotidiana della città.
di Giorgio Mollisi
Sul primo numero di Ticino Management del 1989 non poteva mancare una intervista a Giorgio Giudici. Il sindaco di Lugano non aveva parlato di urbanistica o di altri temi ‘classici’ da sindaco, ma di formazione. E oggi, a distanza di vent’anni, saldo al timone della città da ormai 25 anni, il sindaco di Lugano parla ancora di formazione come una delle principali risorse su cui puntare anche per il futuro.
«Sì, allora si trattava di mettere a disposizione della Associazione bancaria ticinese una struttura per poter far crescere la piazza finanziaria sotto il profilo delle competenze professionali», ricorda Giudici, «e siamo contenti di averlo fatto, con la messa a disposizione di Villa Negroni a Vezia, visto il livello di offerta formativa che ancora oggi il Centro di Studi Bancari fornisce al mondo bancario ticinese, e non solo ticinese».
In realtà, Giudici nel 1989, quando parlava di dare maggiori competenze al settore finanziario, aveva già in mente anche qualcosa d’altro: una “struttura polivalente di formazione che dovrà crescere in maniera armonica”, che nel 1992 prese corpo come progetto di università in Ticino e nel 1996 venne realizzata con l’istituzione di due facoltà di Economia e di Scienze della comunicazione e con l’Accademia di architettura. «Sono sempre stato dell’idea che per raggiungere dei risultati bisogna sempre essere un passo avanti rispetto alla concorrenza», riprende il sindaco, «e che nei momenti di congiuntura economica favorevole bisogna approfittare per creare condizioni di vantaggio competitivo». Contrario a vivere “sulla rendita di posizione”, che allora peraltro appariva una opzione per molti, Giorgio Giudici sapeva che il settore bancario ticinese aveva allora bisogno di strumenti per acquisire maggiore professionalità e capacità di comunicazione: «oggi questi vantaggi si riducono, guardiamo il segreto bancario», continua, «dobbiamo essere in grado di far valere un maggiore know-how se vogliamo salvaguardare il buon livello della terza piazza finanziaria svizzera».
Uno a zero per la buona politica dunque, che quando imposta delle buone scelte strategiche riesce a prevenire anche gli eventi imprevedibili (ma lo erano?) come l’attacco alle piazze off-shore e il forte ridimensionamento del settore bancario.
Ma torniamo a Lugano. L’evento più importante di questi due decenni è stata la nascita della Nuova Lugano, una idea che Giudici stesso propose addirittura 25 anni fa nella sua prima campagna elettorale per l’elezione del sindaco, dopo 8 anni di esperienza come municipale e altri 4 da consigliere comunale . «Mi ero allora ispirato a un documento dell’economista Angelo Rossi che parlava di ‘Regione urbana’ e da lì avevo capito che un territorio frazionato, per crescere in modo più equilibrato e più funzionale, va unito il più possibile anche per poter contare di più a livello nazionale e internazionale».
Per la verità ci sono voluti quasi cinque lustri, «e molti sforzi», riprende il sindaco di Lugano, «per far capire alle diverse realtà territoriali di ragionare in una logica nuova di unione delle forze, ma finalmente oggi la Nuova Lugano è diventata una realtà». Una città di 32 chilometri quadrati, che è passata da 28 mila a oltre 56 mila abitanti, dal rango di 61esima a ottava città svizzera per estensione, e destinata a diventare entro dieci anni, secondo il sindaco, una delle realtà urbane più importanti della svizzera con una popolazione di quasi 80 mila abitanti. « Lugano è e diventerà sempre di più il polo urbano di riferimento e il motore economico del Cantone», prosegue Giudici, «e con la sua crescita territoriale si rende indispensabile fornirla di ulteriori nuovi contenuti e nuovi progetti, perché una città in crescita deve aumentare anche le dimensioni dell’offerta in termini di servizi e di opportunità economiche ai suoi cittadini».
È un fiume in piena il sindaco Giudici quando parla di nuovi progetti inseriti in un discorso di sviluppo della città non certo in direzione monofunzionale, «ma poggiante su almeno quattro pilastri trainanti che sono l’economia, il turismo, la cultura e i servizi-commercio», precisa, «anche perché se uno dei quattro pilastri cede, ci sono sempre gli altri tre che possono attutire le perdite». Su questi presupposti la città di Lugano ha sviluppato alcuni progetti che spaziano nei vari settori, come ad esempio il polo culturale, il potenziamento del campus universitario, il centro espositivo di Campo Marzio a Cassarate, l’urbanizzazione dei nuovi quartieri che rappresentano le porte di entrata della città, la ristrutturazione della stazione ferroviaria, il sostegno del polo tecnologico…
Il fiore all’occhiello dei prossimi anni sarà il nuovo Centro culturale la cui apertura è prevista per il 2012, con una parte pubblica nel sedime dell’ex albergo Palace, che ospiterà una sala teatrale e concertisitica della capacità di mille posti, un teatro e una sala multiuso, e una parte privata per appartamenti e uffici commerciali.
Anche la creazione del Centro espositivo-alberghiero sarà un intervento molto significativo perché, oltretutto, completerà una zona urbanisticamente importante come quella del Campo Marzio rendendola omogenea con l’area già sistemata con le strutture del Porto e del Lido pubblico, ma anche la sistemazione della zona centrale del Lungolago o i due grossi interventi di sistemazione urbanistica dei due quartieri di Cornaredo, in particolare con il polo fieristico e sportivo, e del Pian Scairolo.
«Senza tralasciare i collegamenti, stradali ferroviari e aerei», puntualizza Giudici, «perché se vuoi promuovere la tua realtà economica e culturale devi attirare gente che nella tua città possa investire, consumare e portare ricchezza». Non è un caso che si stia potenziando l’assetto viario interno del territorio mediante la realizzazione della galleria Vedeggio-Cassarate, finanziata da Confederazione, Cantone e Città di Lugano e Regione del Luganese per un importo di un miliardo di franchi, e che ha visto proprio il mese scorso cadere l’ultimo diaframma. Un intervento che va ad aggiungersi al progetto ‘Ferrovia 2000’ delle Ferrovie federali, che aumenterà la capacità della rete ferroviaria passeggeri nord-sud, posizionando Lugano al centro della rotta europea dell’alta velocità. E non è un caso che si stia investendo ancora sull’aeroporto di Agno, e che la città di Lugano si stia attrezzando per essere sempre più attrattiva anche turisticamente.
«Abbiamo la fortuna di avere un territorio sotto il profilo naturalistico e paesaggistico fra i più belli d’Europa e una qualità della vita fra le migliori al mondo, oltre a una serie di eccellenze in diversi campi, a cominciare da quello ospedaliero, come ad esempio il Cardiocentro», continua Giudici, «si tratta di far conoscere meglio questa realtà attraverso i vari canali oggi a disposizione, ma soprattutto si tratta di andare in giro per il mondo per presentare quello che la nostra città è in grado di dare, offrendo a grandi numeri la qualità dei nostri piccoli numeri». Giudici fa l’esempio dei rapporti che la città di Lugano sta intrattendo con alcune realtà economiche della Cina o, per stare ai Paesi limitrofi, con la città di Milano per Expo 2015. «Stiamo costruendo un polo fieristico perché vediamo molte opportunità derivanti proprio dal contatto con la vicina Lombardia», afferma Giudici, che vede nella possibilità di una joint venture con la Fiera di Milano l’opportunità di portare a Lugano numerosi espositori che non trovano posto nel centro milanese. «Alla fiera del mobile quest’anno gli organizzatori hanno dovuto rinunciare a 100 espositori per mancanza di spazio», porta l’esempio pratico il Sindaco di Lugano, «e nei prossimi anni, quando avremo costruito il polo fieristco con alberghi per ospitare la gente, potremmo intercettare noi questi espositori esclusi e trattenerli nella nostra città», continua, «in collegamento via rete naturalmente con il polo milanese; potremmo allora attirare da noi almeno 50mila persone, cioè l’1% dei 5milioni di visitatori della fiera di Milano». Sono numerosi gli esempi concreti che Giudici propone per accogliere nella sua città uomini d’affari e professionisti impegnati in meeting e congressi e, una volta a Lugano «si tratta di far innamorare delle nostre bellezze la gente che qui si ferma anche per un giorno», nota. «Perché mi sono battuto così accanitamente per l’acquisto della vetta del monte Bré da parte della città di Lugano?», chiede Giudici, «perché la vetta del Bré è il brand della città, un luogo che offre una vista indimenticabile e capace di dare emozioni, un posto che va assolutamente rivalutato».