10.02.2009
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Ticino Management - keywords: finanza, banche
Quel mercato grigio, ma mai rosso...
Il mercato dei titoli non quotati consente di differenziare le nuove emissioni sin dal loro lancio. Con risultati sorprendenti.
Quest’anno Pkb Privatbank - e il suo direttore Roberto Berti, che ne è stato il fondatore - celebrano il 20esimo anniversario del ‘grey market’, ovvero della possibilità di trattare obbligazioni appena emesse prima che arrivi la quotazione ufficiale in borsa. Questo tipo di attività ha avuto inizio negli anni ‘80 a Ginevra. Furono infatti i più qualificati banchieri di questa città ad accorgersi della competitività e redditività del ‘mercato grigio’. Pkb Privatbank fu la prima banca in Ticino ad annunciare l’inizio di questa attività il 3 gennaio 1989, seguita a ruota dalla Banca del Gottardo e da altri istituti della Svizzera francese e tedesca. Con la liberalizzazione della piazza finanziaria zurighese, che provocò un piccolo terremoto per i market maker, si aggiunsero alla lista delle banche operative nel mercato grigio altri istituti. Pochi, però, resisteranno negli anni a venire. Pkb Privatbank, invece, festeggia il suo decimo anniversario di attività nel 1998. Dopo il boom negli anni ‘90 della concorrenza, inizia una vera e propria contrazione dei players, clamorosamente segnata dall’emblematica cessazione delle attività nel 2001 di Merrill Lynch, seguita da Banca del Gottardo nell’anno successivo.
Pkb Privatbank, invece, tiene duro, come racconta il condirettore responsabile del trading Christoph Benz: «A fine 2008 la nostra banca ha compiuto venti anni di attività nel grey market. Attualmente i market maker rimasti sul mercato primario dei franchi svizzeri sono nove, tra cui i maggiori gruppi bancari e alcune banche cantonali. Il market making è una nicchia di mercato con forti potenzialità in Svizzera. Durante la fase del mercato primario, la nostra banca tratta tutte le obbligazioni fino al momento del transito in borsa, cioè del mercato secondario per le quotazioni ufficiali. Le emissioni che prendiamo in posizione sono selezionate secondo le nostre previsioni di mercato, le condizioni del prestito e le percezioni e i bisogni della clientela istituzionale. Essendo indipendenti, ossia non legati ad un sindacato, ci è consentito di avere la necessaria libertà di eseguire le operazioni secondo le esigenze dei nostri clienti. Noi proponiamo solo le obbligazioni nelle quali crediamo».
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Che cos’è il ‘grey market’
Con tale termine si indica il mercato non ufficiale (c.d. mercato grigio) dei titoli non quotati, nel quale sono contrattati titoli di prossima emissione, ossia nel periodo compreso tra la data di annuncio di una emissione e quella in cui si fissa il primo prezzo sul mercato ufficiale (data di primo regolamento dell’emissione). Tali contrattazioni determinano il valore di un titolo prima ancora della sua quotazione, indicando così quale potrà essere il valore del titolo una volta quotato nel mercato ufficiale.
Nel grey market la prassi finanziaria presenta sia negoziazioni, sia sottoscrizioni dei titoli da parte di investitori istituzionali. In particolare, nell’ambito di tale mercato gli intermediari possono vendere strumenti finanziari prima della loro effettiva esistenza, con negoziazioni sottoposte alla condizione sospensiva che l’operazione (annunciata e lanciata) sia effettivamente posta in essere nei termini indicati (tale condizione è posta con la clausola “if and when issued”); se il lead manager (banca capofila), d’accordo con l’emittente, ritiene opportuno ritirare l’emissione dei titoli entro la chiusura del collocamento, tutte le contrattazioni sono prive di efficacia.
Attraverso la vendita dei titoli nella fase del grey market, gli investitori professionali ottengono, prima ancora che l’emissione obbligazionaria si perfezioni, un immediato trasferimento in capo alla clientela retail dei rischi legati ai titoli stessi, primo tra tutti del rischio di insolvenza dell’emittente.
Operativo in Ticino dal 1989, nasce per ovviare al fatto che condizioni di concorrenza sempre più serrata stavano rendendo sempre più problematico il collocamento delle nuove emissioni presso gli investitori. Il grey market invece, anziché costringere ad aspettare la quotazione ufficiale in borsa dei titoli, consente di differenziare le nuove emissioni sin dal loro lancio, affidandole immediatamente alla legge della domanda e dell’offerta. Il grey market parte dal principio che il prezzo di sottoscrizione non debba essere imposto dal debitore o dal sindacato, ma scaturire sin dall’inizio dalle indicazioni del mercato. In Svizzera questo mercato nasce ufficialmente nel 1984, ma in Europa era già conosciuto dalla fine degli anni Settanta.
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Gli investitori istituzionali (fondi pensione, società finanziarie, ecc.) ma anche i gestori esterni possono, perciò, accedere ad un servizio di qualità, preventivamente informati via mail o telefono delle nuove emissioni sul mercato dei capitali svizzeri, domestico o estero. Il servizio di selling, di cui è responsabile Sabine Amann, una professionista attiva nel settore da una quindicina di anni, fornisce scenari, opinioni e suggerimenti d’acquisto. Il team selling che opera nel grey market è costituito da sei persone. «Il nostro obiettivo e il nostro credo è il rapporto di fiducia col cliente. La base dei nostri clienti è costituita oggi da banche, gestori professionali, fondi, assicurazioni, casse pensione e clienti corporate. Grazie a loro», aggiunge Berti, «Pkb Privatbank, con 20 anni di grey market alle spalle, è il market maker più vecchio del mercato».
Dopo una relativa pausa di un paio di mesi, dovuta alla crisi acuta delle borse mondiali, il grey market ha ricominciato a marciare, soprattutto per le garanzie che i governi dei maggiori Paesi industrializzati hanno fornito a banche e alcuni settori dell’industria in difficoltà. «A nostro parere», riprende Berti, «il mercato delle obbligazioni corporate, che oggi registra quotazioni non certo entusiasmanti, continuerà ad avere un importante futuro. Tutti gli imprenditori hanno bisogno di finanziamenti e quelli che operano con il franco svizzero sono come gli altri. Ai nostri clienti, insomma, inviamo un messaggio di fiducia e di speranza: i tempi sono difficili, ma lavorando in partenariato si possono ottenere buoni risultati, preparandosi a tempi migliori e ottimizzando i portafogli dei clienti».
Roberto Clemen