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10.02.2009 in Ticino Management - keywords: finanza, banche

Gestori esterni a prova di crisi

Gli intermediari finanziari fanno i conti con clienti preoccupati dagli sgambetti dei mercati e cercano banche affidabili. Pkb Privatbank propone una ricetta di successo fatta di prudenza, flessibilità e professionalità. E 50 anni di risultati positivi…

La tempesta che si è abbattuta sui mercati finanziari e sull’economia mondiale turba la serenità di tutti gli operatori. Ma nelle pieghe di una congiuntura difficile, dove i segnali di recessione sono evidenti, c’è spazio per una gestione innovativa, oculata e profittevole degli investimenti. Occorre prudenza, professionalità, lungimiranza. Per una banca di medie dimensioni indirizzata alla gestione patrimoniale, poi, significa intrattenere rapporti di alto profilo qualitativo con la propria clientela, ma anche con i gestori esterni.

Ne sono convinti in Pkb Privatbank, l’istituto bancario svizzero a vocazione internazionale fondato a Zurigo nel 1958 e specializzato in private banking, ma con attività anche in campo creditizio. In via Balestra a Lugano, nella centralissima sede ticinese dell’istituto, il team ‘Finanza’ accoglie con un sorriso che non è di circostanza: «Il momento è indubbiamente difficile», esordisce Roberto Berti, direttore e responsabile del gruppo operativo, «ma il terremoto che sta sconvolgendo i mercati e gli assetti del mondo bancario internazionale è anche, come tutte le crisi, una occasione per poter collaborare meglio con i gestori esterni, ai quali i clienti si rivolgono con comprensibile preoccupazione ma anche fiducia».

Tra le banche di gestione patrimoniale e private banking, come Pkb, e alcuni gestori esterni il rapporto è storicamente consolidato. La gestione del portafoglio, le incombenze amministrative, gli obblighi di compliance che gravano sull’attività degli intermediari finanziari, necessitano di dedizione, servizio ineccepibile, flessibilità e capacità di trovare soluzioni adatte alle esigenze più disparate. «Per questo motivo», nota Roberto Pedrotti, che con Nadia Ferrari presidia il team di supporto ai gestori esterni, «Pkb Privatbank ha creato al suo interno un nucleo operativo di specialisti interamente dedicato ai gestori patrimoniali esterni. Un gruppo efficiente e motivato che fornisce con la massima obiettività e professionalità le raccomandazioni e i pareri dei nostri esperti sui principali mercati finanziari, oltre ad  un supporto a 360 gradi per agevolare il gestore nel suo lavoro».

Concetti espressi anche da altre banche dedite a questo tipo di attività, ma che in via Balestra ‘declinano’ - forti di una esperienza ormai di mezzo secolo - attraverso le procedure della ‘banca boutique’, cioè di un istituto di piccole dimensioni operative ma di elevatissimo quoziente di affidabilità e professionalità. «Essere boutique», precisa Pedrotti, «non vuol dire selezionare i gestori o la clientela secondo criteri puramente quantitativi e di volume. Significa, invece, offrire un servizio dedicato di estremo rigore professionale in un’ottica di affidabilità. La soddisfazione delle aspettative del gestore esterno, per esempio, sono al centro della nostra attenzione. Rivolgendosi al nostro team, l’intermediario finanziario può contare su una risposta rapida e di qualità ad ogni sua esigenza». E le aspettative, in una fase tormentata dei mercati, sono più alte: i gestori esterni, pressati dalle giuste ansie dei loro clienti, chiedono oggi dinamicità, prontezza, velocità di esecuzione, flessibilità di risposta. Insomma, se i mercati vanno male od oscillano in modo vistoso, la banca di riferimento deve possedere la capacità ‘in più’ di fornire risposte immediate: il cliente finale, e quindi il gestore, devono sapere di poter contare su strumenti di movimentazione dei capitali affidabili e rapidi, per poter non solo uscire da posizioni sospette o insoddisfacenti, ma anche per entrare in formule di investimento redditizie ma sicure in tempi rapidi.

«La clientela che affida risparmi e risorse alla banca o al gestore è stata indubbiamente scossa dalla crisi delle grandi banche», riprende Berti, «molto spesso resta la fiducia nel gestore, ma il cliente chiede di cambiare gli istituti di riferimento degli investimenti. Le banche di medie dimensioni, dalla spiccata caratteristica gestionale come Pkb Privatbank possono dunque ricoprire un ruolo fondamentale per sostenere gli investimenti finanziari, svolgendo una funzione non solo privatistica, ma per molti versi anche socialmente utile: garantire un canale affidabile negli investimenti finanziari in questa fase della vita economica mondiale vuol dire garantire carburante alle imprese, alla vita sociale e, in definitiva, all’occupazione e al benessere».

Pkb Privatbank da anni impegna crescenti risorse umane e materiali per garantire il miglior servizio ai gestori esterni. Questi possono, anzitutto, avere un contatto diretto con il team specializzato: il riferimento è sempre lo stesso, ma soprattutto è sempre al massimo livello. «Con l’intermediario finanziario il rapporto è diretto e collaborativo. Egli non è solo un ‘cliente’ della banca, ma un vero e proprio partner al quale Pkb Privatbank offre l’accesso diretto ai trader il supporto nella scelta e/o confezione di prodotti  e tutta l’assistenza amministrativa necessaria. A proposito di prodotti, va rilevato che i fondi del Gruppo Pkb (gestiti direttamente o attraverso l’affiliata Rasini & C., società specializzata in fondi di fondi hedge), sono usciti indenni dal ‘ciclone Madoff” («i prodotti Madoff sono sempre stati scartati dai nostri specialisti per la mancanza di trasparenza», precisa Berti). Il concetto operativo è quello di un servizio a ‘tutto tondo’, dove si garantisce dal market maker sul mercato primario delle obbligazioni in franchi svizzeri, alle raccomandazioni di investimento attraverso i servizi dedicati di asset management, fino alla fornitura di ricerche di mercato o di prodotti ad hoc. 

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Ai gestori esterni interessa, soprattutto oggi, sapere quale sia lo stato di salute della banca di riferimento della propria clientela. Dopo le vicende che hanno sconvolto alcuni dei maggiori istituti bancari svizzeri e stranieri, la preoccupazione è forte. E non è un segreto che, anche in Ticino, si stia assistendo ad una ‘migrazione’ da alcuni dei maggiori istituti verso banche di dimensioni più piccole ma anche più affidabili.

Il gruppo Pkb Privatbank vanta un importante patrimonio disponibile per l’assorbimento dei rischi bancari. L’indicatore Tier 1 - dato dal rapporto tra il patrimonio di base della banca e le sue attività ponderate in base al rischio - si attesta attorno al 33%, che rappresenta uno dei livelli più alti nell’industria bancaria svizzera. Per dare un’idea, ecco i livelli Tier 1 di altri noti istituti (informazioni al 30 giugno 2008): Vontobel 20%, Sarasin 15%, Julius Baer 14%, Ubs 12%, Credit Suisse 10%.

Il patrimonio disponibile copre il rischio di credito per il 17%, quello di mercato per il 4%, il rischio operativo per il 5% e quello degli attivi senza controparte per il 6%. Nel corso degli ultimi mesi, inoltre, il gruppo bancario sta perseguendo una strategia di riduzione dei rischi verso le controparti bancarie. «Le posizioni a rischio sono monitorate costantemente anche attraverso simulazioni estreme di stress finanziari», precisa Berti, «la liquidità è garantita con forme di rifinanziamento in funzioni di controparti, prodotti, divise e nazioni. La richiesta di liquidità delle autorità di vigilanza è ampiamente soddisfatta e rappresentava nei mesi finali del 2008 il 20-25% del totale della liquidità disponibile. Nel corso degli ultimi mesi, inoltre, Pkb Privatbank sta perseguendo una strategia di progressivo aumento quantitativo e qualitativo della liquidità disponibile». Dati che sono ‘musica’ per i gestori esterni, a cui oggi tocca il difficile compito di rassicurare la clientela soprattutto sul rischio.



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