02.06.2010
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Ticino Management Donna - keywords: editoriali
Locarno chiama Europa
Che sia una delle più belle regioni d’Europa non c’è dubbio. Vi si incontrano paesaggi lacustri e alpini straordinari, vi abbondano l’arte e la cultura, qui si vive bene e si soggiorna con piacere.
Eppure il Locarnese è sempre al centro di discussioni e polemiche. Chi si deve aggregare con chi? Chi deve avere cosa? Cosa deve essere spostato dove? Certo non è facile fare tabula rasa di secoli di storia di campanili, ma vien davvero da chiedersi se, alla fine, tra i molti litiganti (i vari comuni del Locarnese e anche altri vari ticinesi) non vi sia sempre un terzo che se la gode.
Il terzo nella fattispecie sembra essere, per esempio, Zurigo che, in questi ultimi anni, ha costruito dal nulla un festival del cinema che in poco tempo sta acquisendo un certo credito (in tutti i sensi) almeno a livello nazionale. Il che è senza dubbio paradossale, tenuto conto della solida tradizione e del riconoscimento globale di cui può fregiarsi il Festival internazionale del film di Locarno.
Sorvolando sulla questione, già piuttosto dolente, sul perché Zurigo, invece di allearsi con Locarno, magari creando delle sinergie che potrebbero rafforzare il cinema in Svizzera in generale, abbia deciso di fare concorrenza alla città ticinese, soprattutto sul fronte della ricerca dei finanziamenti, non si può non osservare come questo fatto rappresenti un’ulteriore conferma della necessità che tutti lavorino congiuntamente per valorizzare quanto già esiste e funziona, adoperandosi contemporaneamente in nuovi progetti di sviluppo.
E se per i turisti l’attrattività del Locarnese è un fatto scontato, anche per i Ticinesi la Regione dovrebbe valer bene una passeggiata. In questo numero di Ticino Management Donna abbiamo voluto offrire alle nostre lettrici e ai nostri lettori diversi suggerimenti di cose da fare e luoghi da visitare.
Il Locarnese infatti ha tanti atout da giocare, soprattutto sul fronte turistico e culturale, ma anche di intrattenimento e shopping, che sembra assurdo continuare a frenare per ragioni campanilistiche, visto che, tra l’altro, dei benefici ne possono godere tutti, a livello regionale, ma anche a livello cantonale e nazionale. E, senza allargarci neppure troppo, si potrebbe dire persino a livello europeo.
Perché si tratta di una zona che vive nel centro dell’Europa e che, nel suo piccolo, rappresenta un tassello importante di quel sistema socio-economico-culturale, che viene definito, appunto, l’Europa delle Regioni. Un tassello senza il quale l’Europa intera sarebbe senza dubbio - almeno un po’ - più povera.