03.12.2010
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Ticino Management Donna - keywords: editoriali
Dalla parte delle emozioni
Quali sono gli elementi che conducono una persona ad avere successo nella vita in generale e sul lavoro in modo particolare?
Se dovessimo rispondere a tale quesito probabilmente, d’acchito, ai primi posti della lista metteremmo un’intelligenza brillante, un’ottima carriera scolastica, conoscenze professionali precise e, magari, alcuni elementi che dipendono dalla fortuna, come, per esempio, essere nati in una famiglia con buone possibilità, avere una presenza fisica non sgradevole ed avere avuto un po’ di buona sorte nel percorso. Ma tutto questo non è sufficiente. Un individuo di grande intelligenza, dotato di un notevole curriculum scolastico, preparato professionalmente, ma prepotente, permaloso, scarsamente predisposto alle relazioni con gli altri e all’autocontrollo, benché intelligente e competente, potrebbe incontrare numerose difficoltà nella sua carriera professionale. Oggi sempre di più ci si rende conto che una vita costellata di successi sociali e professionali dipende piuttosto da elementi quali la capacità di motivare se stessi; di continuare a perseguire gli obiettivi nonostante le frustrazioni; di controllare gli impulsi e rimandare la gratificazione; di modulare i propri stati d’animo evitando che la sofferenza impedisca di pensare e quindi di agire; di essere empatici e di sperare sempre in meglio. Tutte queste capacità non hanno nulla a che vedere con l’intelligenza logico-razionale, ma sono legate ad una forma di intelligenza di tipo emotivo-relazionale, che consente di capire meglio se stessi e di interagire in modo più efficace con gli altri. Una forma di intelligenza che da sempre si addice al modo di pensare femminile, così attento alla sfera delle emozioni, dei sentimenti e delle relazioni.
Dunque anche l’emotività, considerata tipicamente femminile, che ha rappresentato uno stereotipo negativo ben vivo nella cultura del Novecento, può avere invece ricadute positive, soprattutto se si impara a gestirla a proprio vantaggio e a vantaggio di chi ci sta attorno: sentimenti come la paura, lo stress, la rabbia, se incanalati nella loro logica, possono essere utili e rappresentare messaggi importanti per la vita sociale e professionale.
Una vera rivoluzione copernicana, che era già nell’aria da tempo, ma che è stata sancita dal successo mondiale del libro del 1995 L’intelligenza emotiva di David Goleman, le cui novità sono state colte subito al volo dal mondo aziendale, soprattutto dal marketing e dai dipartimenti commerciali, che negli ultimi dieci anni si sono appropriati della parola ‘emozione’ in tutti i contesti possibili. Emozionare, coinvolgere emotivamente, stimolare una risposta carica di empatia sono quindi le nuove parole d’ordine soprattutto in questo momento dell’anno, in cui le emozioni diventano un vera sorta di bisogno collettivo, a cui Ticino Management Donna è tradizionalmente sensibile.
Per rispondere a questa esigenza proponiamo ancora una volta un numero natalizio ricco e colorato, ma anche denso di presenze e contenuti redazionali, corredato dalla nostra abituale guida ai regali. Buona lettura e Buon Natale!
Elisabetta Calegari