Home » Ticino Management Donna

 
03.12.2009 in Ticino Management Donna - keywords: economia, aziende

Economia, il motore è rosa

Capacità, volontà ed estro per affrontare sfide vecchie e nuove

Se la crisi economica imperversa, le donne con vocazione di imprenditrice non si scoraggiano. Anzi, si lanciano, si perfezionano, rafforzano le proprie competenze ed il proprio network, tirano fuori caratteristiche e passioni, si confrontano. Con flessibilità, arguzia, entusiasmo ed estro affrontano sfide vecchie e nuove, quelle proprie della loro professione e quelle che un mercato del lavoro ‘ballerino’, internazionale e spesso di impronta maschile, mette sul loro cammino giorno dopo giorno. Un atteggiamento e un trend che sicuramente piacciono a tutti quegli economisti i quali sperano proprio nelle donne per uscire dalla crisi. Secondo uno studio del Boston Consulting Group, si stima che in cinque anni il reddito globale femminile crescerà del 50%, contro una crescita del reddito maschile di poco più del 30%. La differenza tra i due universi resta alta, visto che il totale dei redditi degli uomini è più del doppio di quello delle donne, ma il divario va attenuandosi. La crisi, insomma, lungi dal colpire gravemente il mondo femminile, sta invece rimescolando la carte.

Secondo Maurizio Ferrera, autore del libro Fattore D (Mondadori, 2008): “La recessione ha avuto un effetto di ricomposizione della forza lavoro anche perché ha colpito settori dove prima si concentrava l’occupazione maschile e perché le donne occupano posti più flessibili che le imprese, quando hanno potuto, hanno risparmiato”. Già nel 2006, il ruolo di motore della crescita economica attribuibile alle donne era stato preconizzato nel concetto di ‘Womenomics’, il neologismo coniato allora in un editoriale del The Economist.

Passando dallo scenario internazionale a quello svizzero, la tendenza non cambia. Importante è il contributo all’economia dato dalle salariate e, con caratteristiche peculiari, quello dato dalle imprenditrici.

Secondo la rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera (Rifos), effettuata ogni anno sulla base di un campione relativamente ampio per conto della Seco, rientra nella categoria delle donne imprenditrici l’insieme delle lavoratrici indipendenti e salariate proprietarie dell’impresa nella quale lavorano. La Rifos consente di definire il profilo dell’imprenditoria femminile: essa si concentra nelle imprese di dimensioni limitate (44% di donne nelle imprese che occupano solo una persona, contro il 34% di uomini) con una certa rilevanza nel settore dei servizi (60% nei settori sanitario, sociale ed educativo).

Nel nostro Paese su 470mila imprenditori (309mila indipendenti e 161mila salariati di un’impresa di loro proprietà) nei settori terziario e secondario, le imprenditrici sono un terzo (il 34%, pari a 159mila). La quota delle donne è elevata fra gli indipendenti (40%) e nettamente più ridotta fra i salariati proprietari d’impresa (21%) (fonte: UST). 

Le imprenditrici che, al pari delle salariate, lavorano, guadagnano e spendono di più, contribuendo al miglioramento dell’economia, si connotano per la creatività, la sensibilità e l’innovazione con cui approcciano il mondo del lavoro. Scoprono o riscoprono il proprio talento e lasciano venir fuori, con sincerità, le loro passioni. Riuscendo in genere a conciliare lavoro e famiglia, trasformano in business il proprio interesse per i numeri o le parole, per la tecnologia, il commercio, le cose di casa, gli altri, l’arte…

2009122_imprenditrici_tmd_0912_2.jpg

«Lavoro in proprio da un anno. Sono consulente d’arte (Art Advisor) a Lugano», racconta Lidia Zaza-Sciolli «o meglio, fungo da consigliere per un importante gruppo di mecenati e di collezionisti privati i quali hanno deciso di valorizzare e incrementare, con dei criteri professionali, il proprio patrimonio in opere d’arte. Il mio ruolo è quello di far sì che queste collezioni internazionali acquisiscano un valore aggiunto grazie a strategie mirate. Affianco il collezionista, lo consiglio e proteggo le sue scelte nel rispetto dei suoi interessi. Ho avuto modo, in oltre vent’anni di attività museale e commerciale, di conoscere il panorama del collezionismo cosmopolita in aree estremamente ricche, dalla Svizzera a Londra e New York (sono stata per nove anni responsabile della casa d’aste Christie’s per la Svizzera italiana)». Forte di questa esperienza la professionista aiuta i collezionisti a valutare i rischi e le conseguenze degli acquisti o delle vendite. «Se il collezionista lavora a lungo termine» spiega, «lo sconsiglio di acquisire opere di artisti destinati a non durare nel tempo per una serie di fattori, fra i quali figura la spinta artificiale del mercato. D’altro canto, ho anche qualche cliente che punta ad una redditività più immediata. In tal caso si affrontano altre strategie». Lidia Zaza-Sciolli è profondamente convinta che, contrariamente a quanto si voglia far credere, il collezionismo privato non va visto come patrimonio esclusivo dei ricchi. «Anzi, esso va fortemente incentivato perché crea benessere, ricchezza ed emulazione, genera prestigio e, non da ultimo, porta concretamente un indotto notevole. Il contatto quotidiano con l’arte affina la sensibilità, apre la mente, stimola la creatività e infine, presto o tardi, le opere affluiscono nelle mostre, arricchendo le collezioni pubbliche a beneficio dei musei. Una raffinata collezione d’arte che valorizza intelligentemente il lavoro degli artisti, già famosi o emergenti, è l’apice del mecenatismo e dello status simbol», conclude Zaza-Sciolli.

 Nel creare la propria impresa le donne usano spesso due elementi ereditati dal loro passato: l’esperienza professionale maturata – magari da dipendente – e la rete di contatti che hanno messo in piedi. Quanto all’esperienza pregressa: «Per gran parte della mia vita, ho lavorato nel settore alberghiero. Ho imparato, facendo la gavetta, che nel turismo l’accoglienza e l’ospitalità sono le cose più belle che si possano offrire all’ospite», osserva Andrea Abate, di Luxury Services, con sede a Pura, specializzata nella creazione di viaggi su misura con la possibilità di personalizzare ogni aspetto e momento del soggiorno. «Dopo aver lavorato con soddisfazione per anni in vari alberghi di alto livello, desideravo dedicarmi ad un’attività che mi permettesse di conciliare lavoro e famiglia. Sono partita dalla mia grande passione per il turismo. Su richiesta di un tour operator americano ho cominciato a creare dei pacchetti di soggiorno in Ticino: ero già abituata a consigliare luoghi da visitare, ristoranti, bellezze naturali, cultura, ecc.

2009122_imprenditrici_tmd_0912_3.jpg

Per due anni ho esplorato a fondo il nostro bel cantone, per conoscere meglio il territorio e gli operatori turistici, o che comunque entrano in contatto con i turisti, che vi operano». Il lavoro di Andrea Abate consiste nel creare dei pacchetti di soggiorno personalizzati su misura, basati sulle esigenze del cliente. Una delle particolarità del servizio è l’accoglienza personale. «Faccio da comitato di benvenuto, cosa molto apprezzata dai miei clienti. Prima di partire da casa, ricevono l’itinerario da me preparato con le indicazioni di viaggio. Quando arrivano, li accolgo e, davanti  ad un buon bicchiere di vino ticinese, suggerisco loro cosa possono fare durante il loro soggiorno, durante il quale io sono sempre disponibile telefonicamente e ad incontrarci», spiega la professionista del turismo, aggiungendo che un altro aspetto della sua attività è l’organizzazione di escursioni per i clienti già ospiti negli alberghi, clienti ticinesi, ditte, banche, società sportive, gruppi di amici. «Propongo visite, degustazioni, pranzi e cene, mettendo in luce tutta la bellezza e la cultura del nostro bellissimo territorio e, su richiesta, anche nella vicina Italia. Col tempo ho scoperto che i temi importanti per il cliente sono buon vino e ottimo cibo, così ho messo nelle mie proposte una particolare pronuncia su questi argomenti».

Nonostante la parola lusso compaia nel nome dell’attività di Andrea Abate (che l’ha assunto in base al tour operator americano grazie al quale è partita l’impresa), la sua attività non è solo per il lusso, «anzi, propongo dal più semplice albergo all’agriturismo fino agli alberghi di prima categoria», segnala. «C’è però un lusso che trovo irrinuciabile: il vero lusso è il servizio accurato al cliente. Un altro aspetto della mia attività è la partecipazione alle fiere del vino e del gusto dove promuovo i prodotti locali, sostenuta da Ticino Turismo, da viticoltori e ditte ticinesi che mi mettono a disposizione i loro prodotti. Un ultimo aspetto della mia attività, su richiesta di un “grande” della musica classica, è l’organizzazione di un evento molto importante che prossimamente si terrà per la prima volta a Lugano».




Stai acquistando... (eShop)



(IVA inclusa/Costi di spedizione esclusi). Carrello vuoto.



Cerca Articoli


 

Ultimi Articoli


09.03.2010, in Ticino Management
Visto dai Saloni
09.03.2010, in Ticino Management
Salone Internazionale del Mobile - Eurocucina
09.03.2010, in Ticino Management
Baselworld 2010
09.03.2010, in Ticino Management
Speciale fondi 2010: Il dossier


Date

Keywords

Appuntamenti




Ultimi Utenti Attivi




Ultimi Commenti




Sondaggio

Contatto


Società Editrice Ticino Management SA
Casella postale 749
CH-6903 Lugano

Uffici: via Vergiò 8, 6932 Breganzona

Tel.: +41 (0) 91 610 29 29
Fax: +41 (0) 91 610 29 10
Contatto online


 
Attualità
Ticino Management
Ticino Management Donna
Arte&Storia
Account
Blogs
Chi siamo
Login | Nuovo Profilo | Recupera Password