01.12.2011
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Ticino Management Donna - keywords: editoriali
Tra premi e celebrazioni
Il conferimento del Premio Nobel per la Pace a tre donne di Paesi in via di sviluppo, le liberiane Ellen Johnson Sirleaf e Leymah Gbowee e la yemenita Tawakkul Karman, è stato applaudito da molti come una coraggiosa scelta di genere, che ha avuto il merito di mettere in risalto l’importanza del ruolo femminile in molte società dove la democrazia è debole.
Sulla stessa scia non si può fare a meno di notare quanto si stiano moltiplicando premi e riconoscimenti, concorsi e competizioni destinati alla promozione della condizione femminile negli ambiti più svariati, come è il caso, solo per citarne uno, del Prix Egalité, cui dedichiamo un servizio. E viene naturale chiedersi se e in quale misura tali iniziative, nella maggior parte dei casi molto lodevoli, abbiano delle concrete ricadute nella nostra società.
Un riconoscimento pubblico, se da un lato valorizza un impegno individuale, dall’altro permette di mettere a fuoco, di volta in volta, un ambito - la sanità, la scienza, la coscienza sociale o altro -, in cui una donna si sia distinta e nel quale possa essere da esempio per altre, e quindi svolge una funzione importante nel diffondere una cultura di promozione delle pari opportunità nella pubblica opinione. Dunque la risposta alla domanda è affermativa: è di vitale importanza far conoscere e promuovere l’importante funzione svolta da molte donne nei loro ambiti.
Accanto alle premiazioni a porre l’accento su ruoli chiave di donne o su fenomeni legati al mondo femminile nel costume e nella società contribuiscono anche le celebrazioni e gli anniversari, come quello della grande Coco Chanel, scomparsa quarant’anni fa, a cui si deve il merito di aver rivoluzionato non solo il modo di vestire delle donne, ma anche il loro modo di vivere; oppure il novantesimo anniversario della Maison Gucci, tanto caro a donne, come Jaqueline Kennedy o Grace Kelly, icone di stile e veri esempi di vita per molte persone comuni; o, ancora, quello di un marchio come Baccarat, che, festeggiando il 170° anniversario del suo servizio di calici più celebre, Harcourt, offre lo spunto per riflettere su quante donne ne abbiano fatto un vero simbolo della cultura dell’ospitalità, che va oltre le singole epoche.
Alle celebrazioni abbiamo voluto dare particolare spazio in questo numero di fine 2011 di Ticino Management Donna per evidenziare l’importanza socio-culturale di certi fenomeni apparentemente solo di matrice commerciale. Perché mai come oggi esiste un circolo virtuoso che provoca ricadute dal mercato alla società e viceversa. Basti pensare al ruolo svolto da una griffe come Louis Vuitton nella promozione culturale dell’arte contemporanea attraverso l’attività di Espace LV - presentanto in uno dei nostri articoli -, che ospita anche tante artiste donne.
In questo numero infine non abbiamo certo dimenticato il Natale, a cui, oltre alla consueta e preziosa guida ai regali, abbiamo dedicato un servizio che ne descrive usi e costumi non solo locali, ma anche di altri Paesi, che diffondono a queste latitudini il lato “buono” della globalizzazione, quella cioè di coloro che, pur vivendo qui e avendo trovato nuove radici, durante le feste non rinunciano a rievocare le proprie tradizioni e la propria cultura.
Perché il Natale è anche questo: tradizioni e nello stesso tempo apertura e scambio.
Buon Natale. A tutti!
Elisabetta Calegari