02.06.2010
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Ticino Management Donna - keywords: regioni, locarno
Locarnese regione aperta
Pianificare uno svilippo regionale secondo obiettivi comuni e nell'interesse di tutti, questa l'idea su cui ormai l'intero Locarnese concorda. Ma sul come arrivarci, non sempre c'è altrettanta concordanza.
Aggregazioni, nuovo Centro Congressuale di Muralto, Casa del Cinema, Rivellino… in questo clima infocato di discussioni politiche sul futuro del Locarnese, una regione che è sempre vissuta di turismo, vien da chiedersi se non sia il caso di fermarsi ad osservare come si comporta il visitatore per capire quale strada imboccare. «Il turista giunge alla destinazione Ascona-Locarno con il treno alla stazione di Muralto, magari pernotta in un albergo di Ascona, per poi approfittare delle varie attività di commercio e di svago che gli offre Locarno, senza preoccuparsi dei confini comunali: da questo punto di vista il turismo è notevolmente più avanti della politica, a maggior ragione se si pensa che l’Ente Turistico Lago Maggiore raggruppa la maggior parte dei comuni del comprensorio (Minusio, Muralto, Locarno, Ascona, Brissago per citare solo i principali)», fa notare la Sindaco di Locarno, Carla Speziali, estremamente cosciente dell’importanza dello sviluppo turistico.

«Dopo aver assunto la carica di Sindaco nel 2004, con il mio Municipio, ho voluto inserire nel mio “cahier des charges” il dicastero turismo, proprio perché consapevole dell’importanza del settore per la nostra economia. Si era constatato che Locarno, città polo, nelle precedenti legislature aveva in effetti perso voce in capitolo nei vari consessi del settore turistico e stava perdendo colpi. E dunque la necessità di nuova linfa e nuove idee per dinamizzare l’offerta e per far passare strategie innovative a favore di questo indispensabile segmento dell’economia. La costituzione della Commissione municipale per il turismo s’inserisce in questo orizzonte».
Potendo vantare il clima più mite della Svizzera con 2300 ore di sole all’anno, l’intera Regione da sempre attira i visitatori, soprattutto germanofoni, con il suo fascino meridionale, il suo clima mediterraneo e la sua vegetazione subtropicale. Certo, differenze storiche e culturali, che non sono sempre evidenti per i visitatori, dividono soprattutto i comuni della sponda destra da quelli della sponda sinistra del fiume Maggia, che fa da spartiacque tra un’area, quella che gravita su Ascona, molto raffinata ed elegante, e quella locarnese, indubbiamente più popolare, ma molto attiva, vivace e progettuale.
Nel caso del polo di Locarno, con gli altri comuni della sponda sinistra, Muralto, Minusio, Orselina, Brione sopra Minusio, Mergoscia e Tenero-Contra, nonostante le polemiche che l’argomento ancora oggi provoca, il livello di osmosi è già molto alto, così come sono molteplici gli interessi di sviluppo comune. «La nostra regione», chiarisce Anna Maria Sury, municipale di Muralto, a capo del Dicastero delle Opere Pubbliche, «offre spontaneamente poli di eccellenza turistica di qualità che attualmente vanno maggiormente sostenuti tramite significativi investimenti nei collegamenti, nelle strutture, nelle offerte e nel mantenimento delle nostre bellezze e della nostra storia. Importanti manifestazioni sono diventate simbolicamente legate al Locarnese come il Festival Internazionale del Film, il Jazz Ascona,... da cui possiamo anche in futuro trarre benefici sostenendo regionalmente uno sviluppo attento ai loro bisogni».
In questa zona, dunque, la consapevolezza che il turismo rappresenti, tutto l’anno, la risorsa principale dell’economia regionale è ampiamente diffusa e condivisa e quindi occorre lavorare costantemente per riposizionare l’offerta a fronte dei mutamenti della domanda. «Il turismo è cambiato. Contrariamente a quanto avveniva in passato dove la media di soggiorno in albergo era di 1-2 settimane, oggigiorno il turista in visita da noi pernotta generalmente per periodi brevi (2-3 giorni al massimo), nei fine settimana ed è meteo-dipendente. Il viaggio in treno dalla Svizzera Tedesca, nostro principale mercato, è infatti notevolmente più veloce e buona parte dei nostri ospiti decide di passare il w,eek-end al sud delle Alpi all’ultimo momento in base alle previsioni del tempo. Anche per ovviare al problema della meteo-dipendenza si è quindi deciso di sostenere la progettazione di infrastrutture ed eventi interessanti anche in caso di brutto tempo», osserva Carla Speziali. «Ad esempio, la realizzazione del nuovo Lido Locarno, molto apprezzato sia dalla nostra gente che dai turisti fa parte di questa strategia “del brutto tempo”. Si tratta di un obiettivo strategico perseguito negli ultimi anni dal Municipio di Locarno e dall’Ente Turistico Lago Maggiore, di cui faccio parte in qualità di membro del Consiglio d’Amministrazione».

Locarno in particolare è senza dubbio una città fatta per chi sa e vuole divertirsi, ma le attrattive naturali da sole non bastano: se è bello passeggiare nelle viuzze della città vecchia, ammirare la magnificenza del parco fiorito e osservare l’effervescente animazione che regna sulla Piazza Grande sorseggiando un cappuccino, occorre costruire sempre nuove attrattive per ‘movimentare’ l’ambiente. «Direi che Locarno, in special modo, ha voluto indirizzarsi sulla diversificazione dell’offerta per attirare nuovi mercati», prosegue la Sindaco. «I nostri concerti Moon & Stars ad inizio luglio portano, ad esempio, una tipologia di clientela notevolmente più giovane del passato. Il risultato della nostra politica lo si può intravvedere nell’andamento della stagione turistica del Locarnese nel 2009 che, in controtendenza alle altre regioni del Ticino e della Svizzera, ha potuto beneficiare di una leggera crescita dei pernottamenti (+ 2%) rispetto al 2008. Oltre al turista che pernotta in albergo, negli anni, il Locarnese si è arricchito di residenze secondarie acquisite da clientela soprattutto svizzero-tedesca o germanica. Locarno cerca di agevolare l’afflusso di questa clientela - normalmente presente nei mesi estivi prettamente turistici - anche nel periodo invernale. Come già accennato, grazie all’apertura del nuovo Centro Balneare, ma anche, ad esempio, all’offerta di Locarno On Ice con la sua pista di ghiaccio durante il periodo dell’Avvento e delle Feste natalizie in Piazza Grande, abbiamo notato negli ultimi anni un incremento anche in questo periodo dell’anno e ne siamo fieri».

Ormai tutto l’anno quindi si frequenta volentieri la Piazza Grande, il cuore della città, incorniciata dalle eleganti facciate delle case, dalle arcate e dalle terrazze dei caffè, soprattutto quando si tengono dei concerti all’aperto o in occasione del famoso Festival internazionale del cinema in agosto, che attira migliaia di visitatori. «I due eventi estivi fanno generalmente registrare il tutto esaurito negli alberghi e nei campeggi del Locarnese e, oserei dire, hanno un forte impatto anche per le strutture ricettive del resto del Ticino, incluso Lugano», fa notare Speziali. «Ne beneficiano inoltre marcatamente i ristoranti della Città che si vedono aumentare in modo importante la loro cifra d’affari proprio durante il periodo dei Concerti e del Festival. Per un solo concerto si stima un indotto che rimane nel Locarnese di almeno 1milione di franchi!». Un concetto sottolineato anche dalla Vicesindaco della città Tiziana Zaninelli, responsabile del dicastero della Cultura. «Le grandi manifestazioni estive, i concerti e il festival, hanno una grandissima importanza per il turismo della nostra città e della nostra regione. Non soltanto diffondono il nome di Locarno a livello nazionale e internazionale, ma invitano molti spettatori a soggiornare nella regione del Locarnese per più giorni». Ma le grandi manifestazioni non bastano, prosegue Zaninelli. «Accanto a questi “grandi eventi” non vorrei dimenticare altre manifestazioni che sono fonte di curiosità e interesse nel turista soprattutto svizzero-tedesco, come la Festa delle fragole a maggio, la Brocante in Città Vecchia pure a maggio, la Festa delle camelie che apre la stagione a marzo con il bellissimo e premiato giardino delle camelie in riva al lago, camelie cui sono legati alcuni concerti di musica da camera nella sala della Sopracenerina. Ad un pubblico più locarnese o ticinese è invece legata la Notte Bianca, quest’anno il 22 maggio, che anima la città e la Piazza Grande in particolare. A luglio irrinunciabili da molti anni sono i fuochi sul lago, Luci e ombre, e la festa nautica al porto regionale per gli appassionati di barche. In autunno un pubblico di fedeli appassionati di musica classica segue le Settimane musicali. Senza dimenticare poi la miriade di piccole manifestazioni legate al folklore (la risottata ai Monti, la castagnata, le bande in Piazza Grande, il carnevale, il teatro all’aperto o al Castello visconteo e molte altre), che animano in modo vario e variopinto la città. È chiaro che questa ricca offerta soddisfa i gusti e gli interessi dei turisti, dai giovani agli anziani, dalle famiglie alle coppie». Le varie manifestazioni vengono gestite e coordinate in collaborazione tra il Comune, l’Ente iniziative e l’Ente turistico. «Il pensiero», segnala ancora la Vicesindaco, «è rivolto sia alla popolazione che ai turisti nella programmazione e nella creazione di nuove iniziative, ad esempio il festival di musica irlandese che si è tenuto in Città Vecchia per due edizioni. L’offerta culturale della Città anche per il 2010 è variegata, oltre agli eventi musicali e teatrali, esposizioni e mostre ed infine, ma non ultimo, vi sono la natura e il paesaggio che sono uno dei punti di maggiore attrazione e assai apprezzati anche “culturalmente” dai visitatori della nostra regione».
Organizzare eventi nel Locarnese presuppone una visione regionale, ma, nonostante la diffusa consapevolezza dell’importanza di una pianificazione comune non solo degli eventi, ma dell’intero sviluppo, anche in termini di infrastrutture, continuano a sussistere motivi di ‘resistenza’. «Nel Locarnese purtroppo non si tratta di coltivare il proprio orticello, come succede in altri Comuni, ma effettivamente si tratta di costruire i propri campanili», fa osservare Anna Maria Sury. «I singoli Comuni tengono a salvaguardare e ad evidenziare la propria immagine, trascurando l’importanza dell’intera regione. La percezione del benessere che ha la popolazione di alcuni comuni penso sia legittima, perché alcuni cittadini si sentono ben amministrati, ragion per cui diffidano da proposte che differenziano il loro attuale stato. Difficilmente è proponibile un altro modello in quanto ai loro occhi potrebbe apparire un rischio di perdita di valori acquisiti, sia economici, sia di vita». Ma i progetti comuni esistono e vanno portati avanti con decisione. «Bisogna creare dei poli d’eccellenza turistica», prosegue la municipale di Muralto, «valorizzando la qualità del nostro territorio per immettere nella regione energie economiche e intellettuali di qualità che attualmente non hanno la possibilità di manifestarsi. Il futuro è roseo per il Locarnese, se si fa un discorso di qualità e non di mera quantità. Regionalmente si stanno pianificando importanti lavori coinvolgendo tutti i Comuni nell’ottica di un unico agglomerato. Questi progetti porteranno ad un’unità di intenti e ad uno sviluppo sociale ed economico di cui tutti i Comuni potranno beneficiare. Tra i progetti attualmente in fase avanzata di discussioni vi è il centro congressuale di Muralto, che, con le ferrovie federali svizzere prende una valenza internazionale. Sarà infatti un centro dinamico di snodo con importanti contenuti commerciali e congressuali. La regione potrà trarne grandi benefici dall’ottica economica, dovuta al turismo congressuale che tendenzialmente è alla ricerca di posti raggiungibili con i trasporti pubblici e legata ad un’ampia offerta di vari interessi, quali il benessere, la cultura, lo shopping e le attrattività del territorio. Con questo progetto tutta la popolazione potrà beneficiarne dato che l’accessibilità al Locarnese – tramite i trasporti pubblici – sarà valorizzata e potenziata, rivalutando così una regione oppressa dalla mancanza di collegamenti veloci». Ma non sono sempre tutte rose e fiori. Secono Anna Maria Sury, il mondo della cultura oggi è un po’ penalizzato. «In passato la nostra regione era caratterizzata da personaggi significativi che hanno lasciato a livello culturale, economico e intellettuale forti contributi che ancora oggi riconosciamo, ma non riusciamo più a coltivare proprio perché non dedichiamo loro lo spazio e l’attenzione giusta. Oltre a importanti strutture che sono attualmente in discussione, il Locarnese necessita di un centro culturale dove si possano raccogliere e valorizzare le sue molteplici peculiarità».
Un processo, che potrebbe essere significativamente accelerato, con un’iniziativa politica ‘forte’ come quella dell’aggregazione, un’ipotesi fortemente sostenuta dal Cantone, ma anche da diversi amministratori locali. «Un’aggregazione politica è auspicabile soprattutto per accelerare tutti quei processi decisionali necessari per la concretizzazione di opere turistiche importanti», conclude Carla Speziali, che da tempo spinge in questa direzione. «Basti pensare che il processo per lo stanziamento del credito d’investimento per il Centro Balneare Regionale ha richiesto più di dieci anni di dibattiti prima di giungere alla fase di progettazione!». Una perdita di tempo che può arrivare anche ad incidere sulla competitività di tutta la Regione…