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01.04.2009 in Ticino Management Donna - keywords: cover story

Donne e finanza: Eva per Eva

Nonostante i cambiamenti avvenuti negli ultimi anni le donne faticano ancora a confrontarsi con questioni di carattere finanziario. Questo, malgrado nell’ambito di alcuni sondaggi (tra cui quello commissionato dalla Commerzbank nel 2003) sia emerso chiaramente come l’indipendenza economica costituisca per loro un obiettivo primario, ancor più importante dell’incontro con ‘l’uomo della vita’.

Un dato confermato anche dall’inchiesta sulla felicità condotta nel 2008 dalla rivista Emotion: tra i fattori che incidono sulla percezione di una donna riguardo alla propria felicità personale, la tranquillità finanziaria si colloca al terzo posto.

Partendo da queste considerazioni la Banca Coop ha sviluppato il Programma Eva: qualcosa di più di un progetto, bensì una filosofia di consulenza cui l’Istituto ha deciso di ispirarsi. Il Programma Eva è nato nell’ormai lontano 2001 in risposta al mutato ruolo della donna all’interno della società e al cambiamento registrato nell’avvicendarsi delle sue fasi di vita. 

Ticino Management Donna ha raccolto la testimonianza di Anja R. Peter, membro della direzione di Banca Coop, responsabile del dipartimento Distribuzione. Tra le sue varie competenze vi è quella del Programma Eva. 

Perché Banca Coop ha sviluppato un programma solo dedicato alle donne?

La nostra filosofia ha preso corpo da queste riflessioni: da un lato, vogliamo rendere la sfera finanziaria più accessibile e ‘attraente’ per il pubblico femminile, dall’altro intendiamo proporre i colloqui di consulenza personalizzati come momenti privilegiati in cui discutere dei passi da intraprendere individualmente in funzione della situazione del momento o dei piani tracciati per il futuro. La vita di una donna, infatti, può assumere contorni molto diversi: c’è chi ha figli e lavora a tempo pieno, chi è alla prima esperienza di lavoro, chi invece torna alla vita professionale dopo una pausa per perfezionarsi o mettere al mondo un figlio, c’è la single e la donna che vive in una famiglia allargata. La consulenza finanziaria deve saper rispondere alle esigenze legate a questi diversi modelli esistenziali. E non si tratta solo di ottimizzare al massimo il profitto di un investimento. Nel contesto dei colloqui, affrontiamo in modo mirato tutte le tematiche che andrebbero considerate in quella specifica fase dell’esistenza. Sicuramente, un punto importante è spesso rappresentato dalla previdenza per la vecchiaia. L’indipendenza finanziaria in età matura è una problematica che riguarda molte donne, anche se spesso, purtroppo, viene affrontata quando ormai il pensionamento è alle porte. In quest’ottica, riteniamo fondamentale preparare il terreno per tempo, insieme alle nostre clienti.

Come avvicinare le donne ai temi finanziari?

Per avvicinare le donne al tema finanziario organizziamo svariati eventi, dedicati ad un argomento ben specifico oppure orientati al networking. A tale scopo collaboriamo con diverse organizzazioni, come ad esempio Bpw (Business & Professional Women), Verband Frauenunternehmen, Wirtschaftsfrauen e la Hochschule Luzern (Women’s Finance). Completano il quadro alcune pubblicazioni ad hoc, incentrate sulle tipiche situazioni esistenziali che una donna può trovarsi a vivere: si tratta della newsletter elettronica evaletter e delle Pocket Guide.

Esistono delle caratteristiche femminili nelle scelte di investimento?

Nell’investire il proprio denaro, la maggior parte delle donne aspira alla sicurezza e alla stabilità (lo dimostra anche il loro atteggiamento nei confronti degli investimenti: tuttora, molte donne investono in prodotti noti e a rischio ridotto, come ad esempio il classico libretto di risparmio). Inoltre, le donne vogliono capire fino in fondo in cosa investono e come funziona il prodotto. Una buona soluzione non è sufficiente: cercano la perfezione (come sempre, in tutto ciò che fanno). Alle donne vengono attribuiti una maggiore sensibilità rispetto ai rischi e un approccio agli investimenti più difensivo e conservatore rispetto a quello degli uomini. È scientificamente provato che le donne percepiscono una data situazione come particolarmente rischiosa quando non si sentono ben informate al riguardo, e nella sfera finanziaria ciò accade spesso! E così siamo giunti a un altro punto importante: spesso le donne impiegano più tempo per decidere, perché vogliono essere del tutto certe della propria scelta. Quando si tratta di investire, non agiscono con la medesima disinvoltura degli uomini. È anche possibile rilevare una certa tendenza a prediligere gli investimenti in linea con i principi dello sviluppo sostenibile. Le donne amano conoscere nel dettaglio l’azienda e i valori su cui essa si basa: spesso per loro è questo il discrimine per concludere un investimento.

Da che tipo di investimenti le donne si tengono sostanzialmente lontane?

È un dato di fatto: le donne investono decisamente meno degli uomini sui mercati azionari. Numerosi studi dimostrano che di norma le donne ottengono dai propri investimenti risultati più lusinghieri dei colleghi uomini, se solo lasciano spazio al proprio intuito femminile. Questo aspetto risulta evidente anche nella lungimiranza con cui impostano la gestione del proprio deposito: le donne tendono, ad esempio, a ristrutturare con minore frequenza il proprio portafoglio, risparmiando così sui costi legati a tale operazione. Una volta scelta una strategia, vi restano fedeli e quindi di norma, nel lungo periodo, hanno maggiore successo. Secondo quanto dichiarato da Renate Schubert del Politecnico federale di Zurigo, gli uomini prediligono le situazioni decisionali contraddistinte da una certa componente ludica e da un’atmosfera di eccitazione; lo attesterebbero studi empirici sulla condotta di uomini e donne in materia di investimenti.

La crisi finanziaria sta insegnando qualcosa?

La crisi finanziaria, oggi sulla bocca di tutti, può rivelarsi un’ottima ragione per analizzare la propria situazione attuale in materia di investimenti. E cogliere così, allo stesso tempo, l’opportunità per adeguare il portafoglio alla fase esistenziale che si sta attraversando. Ma, chiaramente, vogliamo fare di più che non vendere prodotti: incoraggiamo le donne a riflettere sulla propria condotta in ambito finanziario, a porsi le domande giuste al momento giusto in modo da poter prendere decisioni migliori. Anche in questo caso una consulenza completa è essenziale, poiché in ogni fase dell’esistenza gli obiettivi, le priorità e le possibilità cui si conformano le decisioni quotidiane sono diversi. 

Che riscontro sta avendo il Programma Eva presso il pubblico? 

Il numero delle nostre clienti Eva, in costante aumento, parla da solo. I nostri eventi, pensati per divulgare le conoscenze basilari in materia di finanze in un contesto piacevole e interessante, registrano sempre tantissime adesioni. Siamo convinti di essere sulla strada giusta: lo conferma l’eco positiva che ci è giunta da tutti i contatti, le manifestazioni e i feedback ricevuti negli ultimi anni. Le donne apprezzano queste iniziative di approfondimento e, anzi, le richiedono espressamente. Oltre la metà della nostra clientela è costituita da donne: è dunque più che opportuno prendere sul serio queste clienti e dar loro voce.
 



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