08.02.2010
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Attualità - keywords: inchiesta, fare impresa in Ticino
Crescere in competitività: per chi vuole fare impresa
La capacità del Ticino di attrarre nuove attività imprenditoriali è piuttosto buona, ma nei prossimi anni, grazie ad una serie di iniziative in cantiere, le condizioni quadro sono destinate a migliorare ulteriormente.
Quanto è attrattivo il Ticino per chi vuole fare impresa?
La risposta a questa domanda non può prescindere dalla constatazione che il Cantone fa parte di un Paese, la Svizzera, che nelle diverse classifiche elaborate a livello internazionale è costantemente valutato tra i più competitivi al mondo (l’ultimo Global Competitiveness Report del World Economic Forum ha posto addirittura la Confederazione al primo posto) e quindi è, a tutti gli effetti, molto attrattivo per l’insediamento di imprese. Come mostra, per esempio, uno studio della società di consulenza e revisione Ernst & Young, che colloca la Svizzera al secondo posto nella classifica mondiale delle localizzazioni più attrattive. Lo studio è stato realizzato sulla base di interviste (effettuate lo scorso mese di agosto) a manager di 700 imprese attive a livello internazionale. Alla domanda “se la vostra società volesse trasferire importanti funzioni all’estero, quale paese giudichereste il più attrattivo?”, il 20% risponde la Svizzera, preceduta solo dalla Germania (23%); seguono Stati Uniti (11%), Francia (10%), Gran Bretagna (10%) e Cina (8%). La stabilità politica e la certezza del diritto, la qualità di vita e il clima sociale sono fattori che più di altri spiegano perché la Svizzera è particolarmente apprezzata. Ma l’attrattività del Paese è confermata anche per altre voci, come il potere d’acquisto, le infrastrutture per i trasporti, la logistica e le telecomunicazioni, la qualità della ricerca e sviluppo e del sistema formativo, l’importanza della piazza finanziaria, lo spirito imprenditoriale, il sistema fiscale, la disponibilità di personale formato, la cultura internazionale e l’apertura, la flessibilità della normativa sul lavoro. Le debolezze della Svizzera sono giudicate molto meno significative rispetto alle sue forze: secondo l’opinione dei manager stranieri, due fattori in particolare (la disponibilità di immobili e i loro prezzi, da un lato, e i sussidi pubblici, dall’altro) sono quelli meno attrattivi per la Svizzera come luogo per sviluppare business.

Presentandosi quindi come parte della Svizzera, seppur con peculiarità proprie, il Ticino può esibire un biglietto da visita che poche altre regioni del mondo possono vantare. «Sicuramente quando si vuole promuovere il Ticino come luogo per l’insediamento di imprese bisogna far leva su questa appartenenza nazionale, valorizzando allo stesso tempo le nostre peculiarità, senza però dimenticarci di ricordare che il nostro Cantone non può oggettivamente vantare la stessa tradizione imprenditoriale dei principali centri della Svizzera», nota Laura Sadis, consigliera di Stato e direttrice del Dipartimento finanze ed economia del Cantone Ticino, «la sfida per il Ticino è quella di consolidare e ampliare la rete imprenditoriale presente sul suo territorio, e in questo modo generare ulteriore attrattiva nei confronti di chi vuole investire nel Cantone».
Quando si valuta l’attrattività del Ticino rispetto agli altri cantoni, il confronto non è sempre positivo per il Cantone. Come indica per esempio la pubblicazione dell’Economic Research del Credit Suisse ‘Qualità della localizzazione: quale regione è la più attrattiva?’, dello scorso mese di agosto, il Ticino si situa al ventunesimo posto tra i cantoni svizzeri. Lo studio (che è stato presentato sul numero di settembre di Ticino Management) è fondato sull’Indice della qualità della localizzazione (Iql), elaborato dal Credit Suisse nella forma attuale dal 2004, che si basa su tre fattori: imposizione fiscale, livello di istruzione e allacciamento alle vie di comunicazione. Secondo gli autori dello studio, un’analisi integrata dei risultati delle due componenti fiscali, per le persone giuridiche e per quelle fisiche, permette di comprendere le diverse strategie in materia di tassazione dei cantoni e dei comuni; oltre che dai fattori fiscali, la qualità della localizzazione è però influenzata in maniera determinante anche dalla disponibilità di forza lavoro qualificata: i due indici di politica educativa utilizzati (livello generale di formazione e disponibilità di forza lavoro altamente qualificata) rispecchiano la presenza di un vasto potenziale di forza lavoro ben istruita, rilevante per le aziende; la valutazione dell’allacciamento alle vie di comunicazione, infine, non tiene conto solo dell’infrastruttura, ma contiene anche informazioni sulla politica di sviluppo delle agglomerazioni e dello spazio. «Questo studio, come altri che ogni anno vengono pubblicati, merita attenzione da parte delle autorità politiche, anche se in funzione della scelta degli indicatori e della metodologia adottati si giunge a risultati che a volte devono essere relativizzati», sottolinea Laura Sadis.

Vediamo dapprima i risultati a livello nazionale. Come accaduto già negli anni precedenti, la classifica è guidata dal canton Zugo, seguito da quello di Zurigo. Nel caso di Zugo una debole imposizione fiscale unita a un’ampia disponibilità di forza lavoro qualificata e alla posizione lungo l’asse nord-sud rappresentano una combinazione imbattibile di vantaggi di localizzazione. Con la metropolitana leggera entrata in funzione nel 2004 e l’autostrada A4 del Knonaueramt, da poco inaugurata, Zugo ha guadagnato ulteriore terreno in termini di raggiungibilità rispetto alle valutazioni passate. Il canton Zurigo trae vantaggio dalla posizione centrale del capoluogo e di Winterthur, nonché dal fatto che gli agglomerati sono ben collegati alla rete dei trasporti. La densità superiore alla media di personale altamente qualificato si deve alla presenza degli istituti di formazione superiore nonché alla disponibilità di posti di lavoro e luoghi di residenza attrattivi, che trattengono questa fascia di popolazione nel cantone anche dopo la conclusione degli studi. Unico fattore che non supera la media svizzera per il Canton Zurigo è l’onere fiscale delle persone giuridiche.
Come dimostrano poi gli esempi dei cantoni di Basilea città, Ginevra e Nidvaldo, le alte vette della classifica possono esser raggiunte con svariati profili dei punti di forza/debolezza. I due cantoni-città brillano per la disponibilità di personale altamente qualificato e per l’allacciamento alla rete dei trasporti, ma hanno optato per una strategia di alta imposizione fiscale, che spiega la loro posizione arretrata rispetto a Zugo e Zurigo, più attraenti da questo punto di vista. Diversamente dai due cantoni-città, Nidvaldo si posiziona invece meglio per le imposte più ridotte, mentre ottiene valori nella media svizzera per quanto riguarda gli altri fattori di localizzazione, meno influenzabili.
A una certa distanza dai primi cinque classificati segue una fitta serie di cantoni (Argovia, Svitto, Obvaldo, Sciaffusa, Turgovia, Basilea campagna, Appenzello esterno) che si posizionano meglio rispetto alla media svizzera, ognuno grazie a propri punti di forza individuali. I cantoni più estesi di Vaud, Lucerna, San Gallo e Berna si collocano, insieme a Soletta e Appenzello interno, attorno alla media svizzera.
Valutazioni sotto la media in termini di qualità della localizzazione vengono ottenute dai cantoni periferici e di montagna Grigioni, Ticino, Glarona, Vallese, Uri e Giura, ai quali si uniscono Friborgo e Neuchâtel. La loro difficile topografia - ricorda lo studio - unita alla distanza talvolta notevole dai grandi centri si traduce in particolare in valori bassi per quanto riguarda l’allacciamento alla rete dei trasporti. Nonostante questi svantaggi naturali, alcuni di questi cantoni hanno investito nel loro posizionamento con riduzioni fiscali: nel caso di Grigioni, Glarona, Vallese e Uri, il quadro dei fattori di localizzazione presenta infatti degli aspetti positivi dal punto di vista tributario.