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23.07.2009
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Attualità - keywords: inchiesta, auto ecologiche
Passare con il verde: veicoli elettrici
Quasi tutti sono concordi che il veicolo ideale per il futuro dal punto di vista energetico, ambientale e anche geopolitico (perché ogni paese può produrre l’energia ‘in casa propria’, tra l’altro facendo anche capo a fonti rinnovabili) sia l’auto elettrica.
Si dirà che ormai da quasi vent’anni se ne prevede un futuro radioso, ma che concretamente i passi avanti sono stati pochi (in Svizzera, per esempio, nel 2008 sono state immatricolate solo 86 auto elettriche, che hanno portato il totale a 798).
Ma forse adesso è davvero il momento buono. Non si deve dimenticare che all’inizio della storia dell’automobile il motore a scoppio (il primo veicolo fu realizzato da Benz nel 1886) doveva rivaleggiare con la propulsione elettrica (inventata nel 1839) e con quella a vapore (i cui esordi risalgono addirittura al Settecento). «Ma poi il motore elettrico fu penalizzato da diversi fattori: scarsa autonomia, arretrata concezione delle batterie, scoperta di importanti giacimenti petroliferi e diffusione della catena di montaggio delle auto a benzina», ricorda Domeniconi.
Negli ultimi anni però i progressi sotto questo punto di vista sono stati notevoli (la californiana Tesla Roadster, presentata qualche mese fa, ha un’autonomia di 365 chilometri in media, con una potenza di 248 cv e una velocità massima di 200 km/h, ma costa comunque circa 100mila euro) e potrebbero presto portare anche ad un abbassamento dei costi fissi iniziali che l’acquirente deve sostenere, uno dei talloni d’Achille delle vetture elettriche. «Che comunque rappresentano una modalità molto più razionale per spostarsi, se si pensa che il rendimento di un motore elettrico è del 90%, rispetto al 30% del motore a benzina.
La chiave dello sviluppo dell’auto elettrica sta soprattutto nel realizzare batterie capaci di ricaricarsi velocemente e che offrano sempre maggiore autonomia», spiega Domeniconi.
I veicoli elettrici del futuro a medio/lungo termine potrebbero anche essere quelli a pile (o celle) a combustibile, una tecnica ancora in fase di sviluppo: in questo caso la batteria è costituita dalla pila a combustibile, alimentata da idrogeno, e l’unico tipo di emissioni di queste vetture è il vapore acqueo.
«Il problema è riuscire ad approvvigionarsi di idrogeno in modo sostenibile, poiché la produzione di idrogeno richiede molta energia e produce CO2. Nessun veicolo a celle a combustibile è in vendita (vi sono solo prototipi o esemplari unici), ma la maggior parte dei produttori di automobili hanno il proprio progetto di sviluppo di un modello di questo tipo, che si stima potrà essere immesso sul mercato tra 10-20 anni», ricorda Domeniconi. a
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