23.07.2009
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Attualità - keywords: inchiesta, auto ecologiche
Passare con il verde: veicoli efficienti, carburanti e tecnologie
I veicoli efficienti
«Il concetto base sul quale sviluppiamo la nostra attività è quello di veicolo efficiente. Infovel promuove infatti i veicoli (a due, tre o quattro ruote) efficienti leggeri (fino a 3,5 tonnellate), detti appunto Vel. Consideriamo efficienti tutti i veicoli elettrici, le auto a gas naturale (metano), le auto ibride, a benzina o diesel con emissioni di CO2 inferiori a 120 g per km e filtro antiparticolato di serie per il diesel», spiega Domeniconi. Le auto efficienti in circolazione in Svizzera alla fine dello scorso anno erano circa 100mila (vedi tabella), vale a dire circa il 2,5% del parco auto complessivo. Va però sottolineato che circa il 18% delle auto entrate in circolazione nel 2008 possono essere definite efficienti e quindi la situazione sta già mutando in maniera significativa.
Carburanti e tecnologie
«A mio avviso attualmente in Svizzera nessun tipo di trazione ‘alternativa’ ha davvero la forza sufficiente per porsi seriamente in concorrenza con la benzina e il diesel, come in fondo mostra il test comparativo effettuato dal Tcs (vedi tabella, ndr.). Vi sono comunque alcune alternative più significative di altre », rileva Gazzola, «e va comunque ribadito che oggi esistono modelli di auto che utilizzano benzina e diesel e che sono molto interessanti dal profilo dei consumi e delle emissioni».
Tra i modelli alternativi indubbiamente quello che in questo momento sta riscontrando maggiore successo è quello basato sulla tecnologia ibrida (lo scorso anno in Svizzera sono stati immatricolati 3.120 veicoli - su un totale di quasi 290mila immatricolazioni - che hanno portato il totale a 10.923) nella quale convivono due motori, uno elettrico e uno a benzina. «Il vantaggio per chi acquista questi veicoli sta nel fatto che i consumi sui tratti urbani (quando interviene il motore elettrico) sono molto ridotti, e che è possibile (a differenza del metano) fare capo ad una rete di distribuzione del carburante molto capillare», spiega Gazzola, «tra gli svantaggi i consumi alle alte velocità, pari se non più elevati di quelli delle auto a benzina o diesel (perché questi veicoli, avendo due motori, sono più pesanti) e il costo iniziale del veicolo, piuttosto alto». La tecnologia ibrida è stata sviluppata in Giappone - e questo spiega perché gli unici modelli disponibili (in Svizzera sono cinque) provengano dal Paese del Sol Levante - mentre in Europa gli investimenti nella ricerca storicamente sono stati diretti verso il perfezionamento dell’uso dei carburanti tradizionali (benzina e diesel).
Vi è poi il gas naturale o metano (1.333 unità vendute in Svizzera nel 2008, che hanno portato il totale a 7.164). All’inizio di quest’anno i costruttori proponevano circa 30 modelli, tutti dal funzionamento bivalente (vale a dire con due serbatoi, uno per il gas naturale e uno per la benzina). «Si tratta di un combustibile disponibile in grande quantità e meno inquinante rispetto ai derivati del petrolio», spiega Gazzola, «la richiesta di queste vetture dipende soprattutto dalla presenza della rete di rifornimento: attualmente vi sono in Svizzera circa 110 distributori di gas naturale, ma mentre nell’Altopiano le stazioni sono distribuite abbastanza uniformemente, mancano invece sull’asse del Gottardo, in Ticino e nei Grigioni. E costruire una stazione di rifornimento richiede investimenti importanti, perché il combustibile deve arrivare attraverso delle condotte per poi venir compresso direttamente alla pompa». Tra l’altro va ricordato che al gas naturale può essere aggiunto il biogas, prodotto con gli scarti biologici, che non può essere immesso direttamente nei serbatoi delle auto. «Purtroppo nei confronti dei veicoli a metano esistono ancora dei pregiudizi da parte dei potenziali acquirenti (vi è per esempio il timore assurdo che il veicolo possa scoppiare...), che spiegano come questo tipo di auto non conosca il successo che meriterebbe, rispetto per esempio alle auto ibride, e nonostante il fatto che queste ultime siano più care di quelle a gas naturale», aggiunge Gazzola.
Il gas di petrolio liquefatto (Gpl) è poco diffuso in Svizzera (vi sono soltanto 26 stazioni di servizio, rispetto per esempio alle 30mila esistenti in Italia, e sono pochissimi i modelli di auto in vendita). «I costi per creare un distributore sono bassi, perché il carburante non deve arrivare alla pompa tramite delle condotte come il metano, ma può essere trasportato da autocisterne», spiega Gazzola, «complessivamente comunque il Gpl non ha avvenire in Svizzera, anche perché è un prodotto secondario della fabbricazione della benzina e quindi non risponde alle esigenze richieste ai carburanti futuri».
Per quanto riguarda il bioetanolo e il biodiesel, che hanno comunque scarsa diffusione in Svizzera in termini di stazioni di servizio, «pongono comunque gravi problemi di fondo perché essendo di origine vegetale sono spesso in conflitto con la produzione di generi alimentari. A questo proposito va detto comunque che il bioetanolo utilizzato oggi in Svizzera viene prodotto in gran parte in Svezia con prodotti di scarto della lavorazione del legno», nota Gazzola.