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23.07.2009 in Attualità - keywords: inchiesta, auto ecologiche

Passare con il verde: la moto? Meglio elettrica

Nasce quattro anni fa dall’entusiasmo di tre amici appassionati di motocross la società ticinese Quantya, che dall’anno scorso ha iniziato l’industrializzazione vera e propria dei suoi motoveicoli a zero emissioni, che utilizzano una trazione esclusivamente elettrica.

Tre i modelli attualmente proposti: Quantya Track per il cross e il fuoristrada; Quantya Strada, derivata dalla prima e più adatta a un impiego stradale; e, da qualche giorno, una versione Super Motard per piste asfaltate, che raggiunge i 100 Km/h. Tutti i modelli sono omologati con attestato Tüv, riconosciuto in tutto il mondo. 
«Quantya Strada può percorrere, a velocità massima costante (70 Km/h), 40 Km. In un impiego fuoristrada il veicolo, che in Svizzera può essere guidato a partire dai 18 anni (16 nei paesi dell’Ue), ha invece un’autonomia di circa un’ora e mezza», spiega Claudio Dick, Ceo della società.
Il punto più critico di una moto elettrica è indubbiamente rappresentato dalla batteria, che deve ottemperare al meglio a tre fattori: ingombro, peso e durata: «Consapevoli che fosse questo il limite principale, abbiamo cominciato a studiare un comparto di accumulazione che fornisse delle buone prestazioni a livello di resa, di ricarica, di sicurezza e di durata di vita», spiega ancora il direttore. E la scelta è caduta su una batteria ai polimeri di litio (LiPo), che Quantya produce in proprio, congiuntamente ad uno specialista svizzero con il quale ha sviluppato il Bms (Battery Management System) e il Pm (Power Module); le celle d’accumulazione vengono invece acquistate in Corea. Quantya pone particolare attenzione alla performance dei propri mezzi, affinché possano stimolare al massimo la componente emozionale del conducente; e i risultati non si sono fatti attendere, come spiega ancora Claudio Dick: «Quasi tutti i nostri clienti partono con l’idea di affiancare la nuova moto a quella tradizionale che già possiedono, e che però arrivano presto a eliminare, ‘convertendosi’ totalmente all’impiego di una moto elettrica, capace di essere nel contempo leggera, maneggevole ed ecologica; e arrivando addirittura a manifestare disagio per il rumore di un veicolo tradizionale e l’acre odore dei gas di scarico». 
Presente con i propri prodotti su tutto il territorio svizzero e in Italia, fruendo inoltre di importatori in dieci paesi europei e negli Usa, Quantya si avvale a Lugano di un organico di sei persone: tre addette alla produzione e tre all’amministrazione: «In Svizzera francese disponiamo di quattro persone che lavorano nel comparto batterie, mentre otto persone in Italia si occupano della costruzione e dell’assemblaggio dei moto telai», spiega Graziano Besana, responsabile tecnico di Quantya, che ricorda come la società prenda tra l’altro parte a competizioni sportive internazionali; fra queste quella organizzata a Las Vegas (in foto) lo scorso mese di maggio, che è stata la prima vera gara mondiale di motocross organizzata per i veicoli elettrici, e alla quale le moto della Quantya si sono classificate al primo e al secondo posto: «La tecnologia ci permette oggi di produrre veicoli elettrici con prestazioni di tutto rispetto. Rimanendo nell’ambito delle due ruote ad uso urbano oggi siamo sicuramente in grado di reggere il confronto con scooter e veicoli di media cilindrata», conclude il responsabile tecnico della società, che sta già lavorando a un prossimo obiettivo: quello di realizzare scooter elettrici, di elevata qualità e affidabilità, in grado di contrastare la concorrenza dei produttori cinesi.

 



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