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23.07.2009 in Attualità - keywords: inchiesta, auto ecologiche

Passare con il verde: ecoincentivi e le due ruote

Ecoincentivi
Per favorire la diffusione di veicoli efficienti si può giocare la carta degli incentivi e dei sussidi pubblici. Frost & Sullivan, società globale di consulenza per lo sviluppo economico delle imprese, ricordava all’inizio di giugno che, per quanto riguarda i veicoli elettrici, nonostante i governi europei abbiano messo a punto un serie di iniziative per spingere questo mercato, in molti i casi i piani di supporto alla commercializzazione sono vaghi. Inoltre, molti Paesi non riescono a coprire i bisogni di mercato in maniera adeguata con sussidi e incentivi. Il governo tedesco, per esempio, non offre incentivi al consumatore per veicoli elettrici, fatta eccezione per l’esenzione dalle tasse automobilistiche per 5 anni. La Francia, i Paesi Bassi, il Belgio e l’Austria offrono non meglio definiti sussidi per i veicoli ecologici. In Italia le esenzioni sulle tasse e i sussidi sono limitati soltanto ad alcune regioni del Paese. Il governo del Regno Unito, invece, ha annunciato un sussidio all’acquisto fino a 5600 euro: secondo Frost & Sullivan quello britannico è il primo piano che offre un serio incentivo al consumatore. 
«In Ticino all’inizio del 2009 sono entrati in vigore degli ecoincentivi per le auto di nuova immatricolazione, alla cui definizione anche Infovel ha contribuito», ricorda Domeniconi, «in sintesi si tratta di bonus e malus per il calcolo dell’imposta di circolazione. Certamente è solo un primo passo, ma a mio modo di vedere significativo». Se l’auto è contrassegnata con l’etichetta Energia A, le emissioni di CO2 sono inferiori o uguali a 140 g/km e (se diesel) ha il filtro antiparticolato di serie, paga il 50% dell’imposta di circolazione di base e questo anche per i due anni successivi all’anno della prima immatricolazione, anche se nel frattempo la categoria energetica del veicolo dovesse cambiare. Le auto invece contrassegnate con l’etichetta Energia F pagano un supplemento di imposta del 20%, mentre quelle con l’etichetta Energia G pagano un supplemento del 50%. I veicoli elettrici invece, come avveniva già gli scorsi anni, sono esonerati dall’imposta di circolazione. I veicoli ibridi beneficiano di un esonero pari al 50% dell’imposta, i veicoli a metano e Gpl del 25%. Da notare che se sono date le condizioni, l’ecoincentivo (bonus) e l’esonero dall’imposta sono cumulati. 
Secondo Gazzola, «anche se questi incentivi sono comunque importanti, le cifre in gioco (risparmi dell’ordine di un centinaio di franchi al massimo per un’auto di piccola cilindrata) non sono determinanti nel condizionare le scelte d’acquisto. Interessante sarebbe abbinarle anche in Ticino a degli incentivi alla rottamazione (che favorirebbe l’ammodernamento del parco veicoli) che mettano in gioco cifre ben più significative, dell’ordine di 1500-2000 franchi pro capite: per questo qualche mese fa abbiamo espresso parere favorevole ad un progetto simile che prossimamente dovrebbe essere discusso in Gran Consiglio». Gli incentivi alla rottamazione sono spesso evocati anche come strumento anticrisi, ma secondo Domeniconi «dal punto di vista ambientale si tratta di uno strumento discutibile, perché l’impatto ambientale di un auto deriva in primo luogo dalla sua produzione e dal suo smaltimento e solo in secondo luogo dal suo utilizzo concreto. Piuttosto bisognerebbe pensare, come si sta discutendo a livello federale, di intervenire sulla tassa di importazione di un veicolo, portandola dal 4% all’8%, e con questa maggiore entrata dare un contributo significativo (2-3 mila franchi) a chi sceglie auto ‘pulite’».

Le due ruote

Un accenno infine al settore delle due ruote. «Ovviamente le emissioni nocive complessive generate da questi veicoli (che hanno tra l’altro il notevole pregio di non intasare ulteriormente la rete stradale e di ridurre i tempi di trasferimento, soprattutto in città) sono notevolmente inferiori rispetto a quelle delle quattro ruote, ma è un dato di fatto che i livelli di inquinamento imposti attualmente alle moto hanno dieci anni di ritardo su quelli delle automobili: se per queste ultime valgono le norme Euro4, le prime si sono da poco adeguate alle norme Euro3», ricorda Gazzola. E poi l’etichetta Energia di cui si è parlato in precedenza per i veicoli a due ruote non esiste. Va comunque rilevato che questo mercato, rispetto a quello delle auto, è molto più evoluto per quanto riguarda la propulsione elettrica. Lo scorso anno in Svizzera sono stati venduti 16mila veicoli elettrici a due ruote, e il totale di quelli in circolazione ha ormai raggiunto quota 32.500. «Per quanto riguarda gli scooter elettrici la gamma si sta lentamente ampliando, offrendo modelli che vanno dal motorino con velocità limitata a 45 km orari fino ai maxiscooter o alle moto. E poi c’è il mercato delle bici elettriche, che sta conoscendo un vero e proprio boom. Si trovano modelli per tutti i gusti, dalla bici per la passeggiata domenicale con la famiglia, a quella pieghevole, pratica per il tragitto casa-lavoro anche perché può essere portata sul treno, fino a quella con potenze elevate idonea per superare anche salite impegnative», conclude Domeniconi.



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