10.02.2009
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Attualità - keywords: inchiesta, alta formazione
Il banco paga
In una fase di recessione gli investimenti in formazione non devono essere tagliati, anzi vanno rafforzati: restare o tornare sui banchi di scuola è importante perché know how e innovazione a ogni livello sono il fattore chiave per differenziarsi e rimanere sul mercato. Un concetto che è chiaro ai privati e, meno spesso, alle aziende.
di Marzio Molinari e Simona Manzione
I primi segnali sono già numerosi, e le previsioni sono incontrovertibili: la recessione che sta colpendo l’economia non risparmia la Svizzera. Alla metà di dicembre la Segreteria di Stato dell’economia prevedeva una flessione dello 0,8% dell’attività economica nel 2009, e una leggera crescita (dell’1%) nel 2010. Come la Seco, la Banca nazionale svizzera ipotizzava un calo del Pil compreso tra lo 0,5 e l’1% e l’istituto di ricerche congiunturali Bak di Basilea dello 0,7%. In media annuale l’impiego dovrebbe contrarsi dello 0,3% nel 2009 e dello 0,8% l’anno seguente. Il tasso di disoccupazione, che ha raggiunto il 2,6% in media annuale nel 2008, dovrebbe salire al 3,3% nel 2009 e al 4,3% nel 2010.
Difficile in queste condizioni dire quali saranno i profili professionali che continueranno ad essere fortemente richiesti e quali invece saranno maggiormente penalizzati sul mercato. Certo la situazione potrebbe mutare molto rispetto a quella estremamente favorevole che ci ha accompagnato fino a pochi mesi fa: basti pensare per esempio che nell’ottobre del 2007 l’Handelszeitung, dopo un’indagine condotta tra le principali imprese svizzere, prevedeva un aumento nel numero di accademici richiesti dall’economia, in particolare in informatica e in economia aziendale, seguiti a una certa distanza da (in ordine di importanza decrescente) scienze naturali, diritto, ingegneria, economia politica, chimica, storia, marketing, medicina, biologia, scienze sociali, matematica, scienze alimentari e logistica. Forse oggi le previsioni sarebbero più caute, ma la formazione assume un’importanza strategica ancor maggiore, perché permette di accrescere le possibilità di superare con successo le difficoltà o di farsi trovare ancora più pronti quando la ‘tempesta’ sarà passata. Investire in questo campo, sia come azienda che come singolo, è quindi un’operazione lungimirante.
Cosa intendiamo per formazione? Ovviamente non i cicli di studio obbligatori, ma gli studi universitari e post universitari. Gli studi universitari in Europa sono stati riformati secondo i dettami della dichiarazione di Bologna, che persegue un sistema di studi a due livelli, bachelor e master, e l’adozione di un sistema di crediti didattici (Ects) per promuovere trasparenza e mobilità.
L’armonizzazione prevede tre anni di studio per ottenere il bachelor, più 1,5/2 anni per la laurea magistrale (detta anche master di specializzazione). Gli istituti di formazione possono poi anche offrire corsi post-laurea certificati, come gli executive master (master in campi di rilevanza professionale, destinati a professionisti con esperienza) e i master of advanced studies (master di perfezionamento).
Nella realtà della Svizzera italiana, le differenze tra una laurea magistrale e un’altra, e tra queste e un executive master, stanno prima di tutto nella diversa impostazione che differenzia chi li offre. L’Università della Svizzera italiana (Usi) è caratterizzata da un approccio accademico ‘classico’; la Scuola universitaria professionale (Supsi) è più orientata alla pratica. Altre differenze stanno nella durata e nella possibilità di seguire la formazione parallelamente all’attività professionale.
Le lauree magistrali dell’Usi sono rivolte a chi ha ottenuto un bachelor o una laurea quadriennale e, a certe condizioni, anche a chi ha ottenuto un diploma Sup. Durano 3-4 semestri a tempo pieno e la tassa semestrale ammonta a 2.000 franchi per chi era domiciliato in Svizzera al momento del conseguimento della maturità e a 4.000 franchi per gli altri.
I corsi di laurea magistrale della Supsi sono rivolti a chi possiede un diploma Sup e, a certe condizioni, anche a chi ha conseguito un bachelor universitario; altri candidati possono inoltrare domanda d’ammissione su dossier. Si svolgono sia a tempo pieno che parallelamente all’attività professionale, per una durata che varia tra un anno e mezzo e due anni; il costo è di 700-1.000 franchi per semestre.
Gli executive master dell’Usi sono rivolti a chi possiede una laurea e una solida esperienza professionale (in certi casi, quando l’esperienza professionale è particolarmente qualificante, è possibile l’ammissione su dossier indipendentemente dalla qualifica accademica). La durata varia tra un anno e mezzo e tre anni, in blocchi conciliabili con gli impegni professionali; il costo varia tra 14 mila e 46 mila franchi.
Gli executive master della Supsi di regola sono rivolti a chi possiede perlomeno un bachelor o un diploma Sup e vanta una solida esperienza e pratica professionale (in alcuni casi l’accesso è consentito anche a chi non dispone di un titolo accademico, se l’esperienza professionale è comprovata); la durata varia tra due e quattro anni (anche in questo caso parallelamente all’attività professionale) e il costo tra 20mila e 30mila franchi.