10.02.2009
in
Attualità - keywords: inchiesta, alta formazione
Il banco paga: La Scuola Universitaria Professionale della Svizzera italiana
Se nell’ambito universitario le lauree magistrali fanno parte di un’offerta ormai abbastanza consolidata, per la Scuole universitarie professionali sono un’assoluta novità. Solo a partire dall’autunno del 2008 le Sup offrono infatti cicli di studio master che presuppongono un diploma bachelor.
«L’offerta di questo tipo di master nelle Sup rimane comunque limitata e deve soddisfare elevati standard qualitativi e quantitativi», spiega Franco Gervasoni, direttore della Supsi, «da questo punto di vista i vincoli per le Sup sono ancora maggiori di quelli che si trovano in ambito universitario: tra i criteri da soddisfare per poter far partire una laurea magistrale presso una Sup figurano infatti la priorità della ricerca (bisogna dimostrare di svolgere ricerca per un milione di franchi all’anno nel settore al quale il master appartiene, escluse le discipline artistiche) e un sufficiente numero di iscritti (almeno 20-25 studenti per anno). Attualmente in Svizzera sono circa 2000 gli studenti iscritti ai corsi di laurea magistrale offerti dalle Sup».
Presso la Supsi alcuni corsi di laurea magistrale sono già partiti, altri partiranno a settembre. Queste le proposte:
• Master of Science in Applied Informatics
• Master of Science in Precision Manufacturing
• Master of Science in Engineering
• Master of Science in Business Administration
• Master of Arts in Conservazione e Restauro
• Master of Arts in Music Pedagogy
• Master of Arts in Music Performance
• Master of Arts in Specialized Music Performance
• Master of Arts in Music Composition and Theory
• Master of Arts in Theatre
«I Master in musica, svolti presso il Conservatorio della Svizzera italiana, e in teatro, presso il Teatro Dimitri, sono il frutto della trasformazione di percorsi formativi precedenti, che duravano quattro anni e mezzo, in un percorso formativo ora strutturato secondo la formula del 3+2», nota Gervasoni, «negli alti casi invece i master si sono aggiunti ex novo al triennio di bachelor. Nel breve termine sostanzialmente l’offerta resterà immutata, proprio perché le esigenze poste dalla Confederazione sono piuttosto severe».
Complessivamente alla formazione di base (bachelor) della Supsi nel 2007/08 erano iscritti 2123 studenti, 1353 nei quattro dipartimenti e 770 nelle scuole affiliate. I diplomati nel 2007 sono stati 333.
«Il grado di inserimento professionale dei nostri diplomati è eccellente: tra il 90% e il 100% di chi decide di non proseguire gli studi trova un’occupazione entro sei mesi, e quasi sempre nel settore in cui si è formato. Le maggiori difficoltà toccano i diplomati in ambito artistico, come avviene d’altra parte in tutta la Svizzera: in questo caso la difficoltà non sta tanto nel trovare un posto di lavoro, ma nel trovarlo in termini stabili e adeguatamente remunerato», ricorda Gervasoni.
Ma gli studenti Sup che hanno ottenuto il bachelor sono invogliati ad aggiungere altri due anni di studio alla loro formazione? «L’esperienza è appena partita e quindi è presto per fare un bilancio: credo che dipenda molto dai settori. Nella Svizzera romanda, per esempio, c’è stata una certa delusione nel settore dell’economia aziendale, perché ai master si sono iscritti una trentina di studenti a fronte di 800 diplomati. Non bisogna poi dimenticare che molti studenti Sup nel triennio del bachelor svolgono già un’attività professionale parallela (in certi casi anche con gradi di occupazione elevati, dell’80%), e quindi la tentazione di dedicarsi pienamente al lavoro dopo il bachelor è comprensibile», spiega Gervasoni, «senza negare l’importanza dei master, credo che le Sup dovranno anche in futuro continuare a profilarsi soprattutto per i loro bachelor, dal forte contenuto pratico, anche perché diversamente la sovrapposizione con le università sarebbe sempre maggiore e verrebbe meno la peculiarità della nostra proposta formativa. Senza dimenticare che esistono poi le opportunità offerte dagli executive master inseriti all’interno della formazione continua, un pilastro dell’offerta delle Sup».

Nel campo della formazione continua la Supsi conferisce tre titoli: il Master of Advanced Studies (Mas) o Executive Master of Business Administration (Emba) per corsi di almeno 60 crediti, riconosciuti dalla Confederazione Svizzera; il Diploma of Advanced Studies (Das), per corsi di almeno 30 crediti; il Certificate of Advanced Studies (Cas) per corsi di almeno 10 crediti. I crediti sono conformi all’European Credit Transfer System (Ects) e misurano l’impegno richiesto allo studente: presenza, studio individuale e prove di certificazione compresi. Un credito corrisponde a 25-30 ore; 60 crediti a un anno di studio a tempo pieno.
Nel 2006/07 la formazione continua della Supsi proponeva complessivamente 206 corsi, che sono stati seguiti da 2853 partecipanti. Per quanto riguarda i Mas gli studenti iscritti erano 204, e i diplomati sono stati 80. In questo settore i percorsi formativi sono i seguenti:
- nell’ambito scienza dei materiali-meccanica-produzione:
• Mas Industrial Engineering and Operations
• Mas Footwear Management and Technology
• Mas Sustainable Pharmaceutical Operations and Engineering
- nell’ambito informatica-telematica:
• Mas Computer Science
• Mas Informatik
- nell’ambito sociale:
• Mas Medical Humanities
- nell’ambito del diritto tributario:
• Mas Tax Law
- nell’ambito risorse umane-organizzazione:
• Mas Human Capital Management
- nell’ambito economia-gestione-competenze manageriali:
• Emba Executive Master of Business Administration
- nell’ambito musicale:
• Mas Direzione, repertorio del XX secolo e contemporaneo
• Mas Music Performance and Interpretation
• Mas Contemporary Music Performance and Interpretation.
«Prossimamente partiranno due nuovi Mas in ambito sanitario. Il primo, in clinica generale, costituirà un completamento di offerte di specializzazione già esistenti in diversi settori di competenza della Supsi (geriatria, oncologia, pediatria, psichiatria e salute pubblica): il suo obiettivo è quello di permettere al personale di cura delle diverse strutture sanitarie di sviluppare ulteriori competenze professionali per affrontare, fra l’altro, situazioni caratterizzate da elevata complessità e da implicazioni etiche fondamentali. Il secondo Mas, in gestione sanitaria, andrà ad interfacciarsi con il Master of Advanced Studies in Economia e Gestione sanitaria e sociosanitaria (Net-Megs) dell’Usi, senza però nessun rischio di sovrapposizione: il nostro sarà per così dire un master di primo livello, destinato principalmente a chi ha conseguito un bachelor in cure infermieristiche presso la Supsi, mentre quello dell’Usi continuerà ad essere un master di secondo livello, rivolto principalmente a chi è chiamato a dirigere una struttura sanitaria pur avendo una formazione di altro tipo (per esempio in economia)», illustra Gervasoni.

Ma come nasce un executive master presso la Supsi? «In alcuni casi i Mas sono nati come evoluzione di progetti di ricerca europei svoltisi presso la Scuola», risponde Gervasoni, «questa valorizzazione delle competenze interne si interseca però sempre con l’impegno nel cogliere le esigenze espresse dal tessuto produttivo cantonale, esigenze che noi cerchiamo di intercettare con indagini di mercato o attraverso i contatti privilegiati che abbiamo sviluppato negli anni. Va poi sottolineato il fatto che, una volta definita, l’offerta non è statica, ma si modifica in funzione delle nuove esigenze espresse dal mercato. I nostri executive master nascono quindi prestando grande attenzione alle esigenze del nostro bacino di riferimento».
Negli ultimi anni l’età media degli iscritti ad un executive master della Supsi è andata costantemente alzandosi, dai 30 anni ai 40-45 anni: si sta quindi concretizzando il principio del lifelong learning, vale a dire dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita, «e questo è indubbiamente uno dei più grandi traguardi che siamo riusciti a raggiungere in questi anni», sottolinea Gervasoni, «anche in questo periodo di crisi non mancano le richieste di persone che sentono il bisogno di ‘punti di ancoraggio’ per gestire i cambiamenti futuri e per questo si iscrivono a un executive master. E credo che anche le aziende, che spesso sostengono in parte o totalmente i costi di iscrizione dei loro dipendenti, continueranno a investire in questa formazione nonostante la recessione, proprio perché sono consapevoli del suo valore strategico, anche in funzione della pianificazione dei percorsi di carriera all’interno dell’azienda».
L’Executive Master of Business Administration (Emba Mig, www.mig.supsi.ch), partito nel 2000, è il primo executive master che la Supsi ha proposto. È segnalato sulla prestigiosa guida Kompass ai Master 2009 edita dalla rivista economica Handelszeitung, figurando così tra quelli più importanti in Svizzera. «Il Master si propone di sviluppare una visione interfunzionale della gestione aziendale: nello scenario attuale caratterizzato da crescenti difficoltà per l’effetto combinato di molteplici variabili ambientali, la formazione continua, soprattutto se a livello di executive master, offre ai manager un importante e solido riferimento per acquisire metodologie di gestione del business», spiega Nadia Bregoli, responsabile dell’Emba Mig, «in questo contesto, un manager è chiamato a confrontarsi con i processi strategici e operativi dell’azienda in cui opera, adottando un approccio sempre più trasversale alla gestione, dove l’elemento umano e le problematiche economiche, organizzative e finanziarie interagiscono strettamente con quelle tecnologiche. Un approccio che è la sintesi e il punto d’incontro tra ingegneria e business e caratterizza il ruolo del business engineer, la figura professionale che esce da questo master».
L’Emba Mig è giunto alla sua sesta edizione e nel settembre 2009 prenderà avvio la settima. Mediamente gli iscritti per ogni edizione sono 20-25. Il programma di studio, rivolto a manager, professionisti e imprenditori che hanno conseguito un diploma di laurea o titolo equivalente e possono vantare almeno 5 anni di esperienza professionale come quadri dirigenti o responsabili di team e progetti, si sviluppa su un periodo di 2 anni, estendibile sino a 4. La frequenza, che è serale, è stata pensata per permettere ai partecipanti di seguire il master continuando a svolgere la propria attività professionale.
«Con i nostri diplomati, che negli anni hanno ormai raggiunto la cifra complessiva di 130, manteniamo contatti anche dopo la conclusione del loro percorso formativo», aggiunge Bregoli, «e proprio questi contatti ci permettono di aggiornare costantemente il percorso formativo ed essere sempre estremamente concreti nella nostra offerta, riuscendo quasi a proporre un prodotto su misura per la nostra realtà».