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06.12.2009 in Attualità - keywords: inchiesta, il futuro, megatrends

Che mondo sarà? Infrastrutture

infrastrutture

La crescita della popolazione, l’urbanizzazione, la crescita economica, l’aumento dei volumi del commercio globale e la mobilità. Tutti i megatrend richiedono con forza un significativo aumento nella dotazione infrastrutturale del pianeta, soprattutto nei Paesi emergenti, ma anche in quelli sviluppati che - dopo un cinquantennio di investimenti nel campo energetico e ferroviario a cavallo del ‘900 e nel campo energetico, delle telecomunicazioni e delle strade nel secondo dopoguerra - hanno lasciato cadere la percentuale del Pil devoluta agli investimenti in infrastrutture, che si è dimezzata negli ultimi 30 anni, passando dal 6% al 3%.

«Da un recente studio Ocse si evince che per mantenere gli attuali tassi di crescita economica sono necessari investimenti in infrastrutture per un totale di 71 mila miliardi di dollari nel corso dei prossimi venti anni, ciò che equivale a cinque volte l’attuale Prodotto Interno Lordo degli Stati Uniti», afferma Paolo Pierobon, Investment Consultant del Credit Suisse di Chiasso. 

Le infrastrutture più urgenti, secondo l’Ocse, sono quelle relative ai trasporti via terra: le spese per le infrastrutture per nuove strade ammonteranno tra i 220 e i 290 miliardi di dollari per anno fino al 2030, mentre i costi per migliorare il trasporto ferroviario ammonteranno tra i 50 e 60 miliardi annui. Seguono i porti, le vie d’acqua e - ma qui la spesa è minore - gli aeroporti.

Gravissimo è il problema dell’approvvigionamento e del trasporto dell’acqua, soprattutto in Africa, nel Medio Oriente e nel sud dell’Asia. Nel settore delle reti telefoniche mobili e fisse gli investimenti sono già da tempo consistenti, ma lo stesso non si può dire per le reti di trasporto dell’energia elettrica. Governi di tutto il globo hanno varato piani di stimolo per sostenere la crescita economica tramite programmi di potenziamento d’infrastrutture. La Cina ha annunciato un piano da 580 miliardi di dollari per i prossimi due anni, gli Usa parlano di spendere tra i 500 e gli 800 miliardi di dollari (4-7% del Pil) nei prossimi due anni per infrastrutture. 

«Il concetto di infrastrutture andrebbe allargato», sottolinea Paolo Pierobon, «a quelle non tangibili, vale a dire all’insieme di fattori di natura politica, legale o socio-economica che favoriscono o consentono lo sviluppo economico e sociale delle popolazioni, come educazione, sanità, finanza, servizi d’affari e tecnologia».



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