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Orchestra da Camera "Arrigo Galassi"
 
22.07.2011 in Arte&Storia - keywords: editoriali

La Svizzera dei monasteri e delle abbazie

A guardare le centinaia di conventi, abbazie e monasteri antichi sparsi su tutto il suo territorio, si direbbe che la Svizzera sia stata uno dei primi avamposti del movimento monastico cattolico in Europa.

In parte è vero, se si considera che il primo monastero in Svizzera, quello di Romainmôtier, nel Canton Vaud, sorse verso la metà del V secolo, a pochi anni di distanza dalla fondazione di uno dei primi monasteri europei, quello di Condat nel Giura francese. Sulle orme degli insegnamenti di Sant’Antonio il Grande, considerato il primo monaco eremita, vissuto in Egitto per più di cento anni tra il 251 e il 357, anche i primi monasteri svizzeri sono caratterizzati da una vita ascetica di preghiera e di lavoro sotto la guida di un abate. Ma perché proprio in Svizzera? Forse perché la Svizzera, per la sua conformazione montuosa, si prestava a essere luogo ideale di meditazione, misticismo e preghiera soprattutto in un periodo in cui gli ideali del Cristianesimo, allora agli albori, si incarnavano in una vita di rinuncia delle cose terrene e di penitenza, come aveva praticato San Giovanni Battista, il primo eremita per eccellenza vissuto al tempo di Cristo.

Se è vero quindi che in origine è proprio lo spirito ascetico cristiano a caratterizzare la nascita dei monasteri, come appunto il caso di Romainmôtier o del primitivo eremo di Einsiedeln, è altrettanto vero che successivamente è più la ragione politica di controllo del territorio a spingere alcuni ordini monastici a costruire conventi e abbazie nei punti strategici di transito nell’arco alpino. Il caso del convento di Müstair, secondo la leggenda fondato addirittura da Carlo Magno di ritorno dalla sua incoronazione a re dei Longobardi nel 774, a controllo delle vie di passaggio fra Nord e Sud, o il caso dell’abbazia di Disentis, a controllo del passo del Lucomagno fra Grigioni e Ticino, sono emblematici della presenza sugli assi di transito.

Successivamente, molti conventi posti sui passi alpini diventeranno anche punti di rifugio di viaggiatori e pellegrini, come nel caso ad esempio dell’ospizio del San Bernardo o di quello del San Gottardo. Ma l’evoluzione dei monasteri in Svizzera in periodo medioevale vede spesso l’abate diventare “principe dell’impero” e l’abbazia assumere lo status di territorio regio o imperiale, come per l’abbazia di San Gallo, che si affermerà come centro di potere oltre che di cultura e di preghiera. Proprio per la loro regola di vita basata sulla preghiera e sul lavoro, i monasteri eserciteranno anche nel nostro Paese una potente influenza su tutti i vari aspetti della società. Le conoscenze e l’abilità nell’agricoltura, la mescolanza di lavoro manuale e intellettuale, di preghiera e produzione permisero infatti ai monaci, soprattutto benedettini, di ridare dignità al lavoro manuale e nello stesso tempo di trasformare profondamente e in modo redditizio l’economia agricola e pastorizia del loro tempo. Un lascito di cui i territori svizzeri, un po’ discosti ed isolati, godettero appieno per secoli.

Non è solo in periodo medioevale però che i conventi si diffondono sul territorio dell’odierna Svizzera. Malgrado le lacerazioni della Riforma, che porta a dividere la Svizzera in tre parti con i cantoni cattolici, quelli evangelici e quelli erasmiani, i conventi, soprattutto quelli guidati dai Benedettini, assumono un ruolo guida nella vita monastica cenobitica (come dimostrano le frequenti visite pastorali svolte dal vescovo di Milano Carlo Borromeo alla fine del Cinquecento in numerose sedi di abbazie alpine), spesso con il rinnovamento strutturale delle abbazie con imponenti costruzioni barocche e capolavori decorativi opera di artisti provenienti dal Canton Ticino. È il caso di Einsiedeln, vero centro del barocco e del rococò di tutta la Svizzera. Fortunatamente questi capolavori si sono conservati fino a noi ed è possibile ancora ripercorrere, in un itinerario di fede e di arte, la storia del monachesimo in Svizzera (e nel Canton Ticino) dalle origini fino ad oggi. Un itinerario che Arte&Storia vuole presentare in questo numero, attraverso la storia degli ordini religiosi nel nostro Paese, e attraverso la storia e l’arte di alcuni dei conventi più significativi della Svizzera.

Giorgio Mollisi - Elisabetta Calegari



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