30.10.2010
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Arte&Storia - keywords: prefazioni
Un filo diretto tra Svizzera e Firenze
I legami che uniscono la Svizzera e l’Italia sono molto intensi e fonte di reciproco arricchimento. Basti sapere che durante questo primo decennio del XXI secolo l’Italia è praticamente sempre stata il secondo partner commerciale piú importante per la Svizzera (dopo la Germania e prima della Francia); è il secondo paese più importante per le importazioni svizzere ed è al terzo posto per le nostre esportazioni.
La Svizzera investe in Italia 18 miliardi di franchi, dando così lavoro a oltre 78.000 persone: come si vede, relazioni significative e per entrambi proficue.
Ma i nostri rapporti non si situano solo sul piano economico; oltre alla lingua, in comune vi sono i rapporti artistici e culturali. Su questo piano con una città la collaborazione è stata egregiamente culturale; si tratta di Firenze, a cui sono indissolubilmente legati i nomi di tre svizzeri: il ginevrino Jean Charles de Sismondi, per gli studi sulla storia della Toscana medioevale; il basilese Jakob Burckhardt, per le ricerche innovative sulla cultura del Rinascimento; e Gian Pietro Vieusseux, di antico ceppo ginevrino anche lui, fondatore dell’Antologia, rivista che tanta parte ebbe nel Risorgimento.
La cultura elvetica a Firenze è altresì illustrata e tuttora attivamente presente grazie al Circolo Culturale Svizzero che quest’anno compie centocinquant’anni di attività nel capoluogo toscano e al quale va il mio ringraziamento per l’attività fin qui svolta insieme agli auguri per questo importante traguardo raggiunto.
Non posso concludere senza citare un altro esempio di contributo svizzero alla vita economica toscana, che traggo dalla lettura di questo volume, anche perché vede partecipe il mio cantone d’origine. Tutti conoscono i cappelli in paglia ‘di Firenze’: ebbene, la lavorazione dei cappelli di paglia ‘alla fiorentina’ cambiò nell’Ottocento su impulso di nuovi sistemi di lavorazione della paglia portati a Firenze da industriali e artigiani provenienti dalla cittadina di Wohlen, nel Canton Argovia, tanto che questa lavorazione venne chiamata ‘alla svizzera’. È un filo biondo, sottile ma tutt’altro che fragile, uno dei mille fili intrecciati che legano la Confederazione a una capitale di cultura e vita civile non solo italiana ma europea.
Doris Leuthard
Presidente della Confederazione