05.12.2008
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Arte&Storia - keywords: arte, bissone
I magistri bissonesi
Le famiglie di artisti attive in tutta Europa
“Benvenuti a Bissone, villaggio storico, bene culturale d’importanza nazionale e patria di grandi artisti”, si legge all’entrata del Comune di Bissone sulla strada Cantonale, mentre dietro alla chiesa di San Rocco una lapide murata nel 1901 ricorda alcuni di questi mastri che furono i “più egregi suoi figli”.
Ne è passato di tempo da quel lontano 1901 e da allora la ricerca storico-artistica ha fatto passi da gigante, tanto che bisogna oggi aggiornare quei pochi nomi, seppur famosi, citati sulla lapide, anche se non è possibile individuare con precisione tutta quella serie di artisti che, soprattutto in periodo romanico e rinascimentale vengono citati col solo nome e la provenienza del paese di origine “da Bissone”, come il caso di quel Bernardino da Bissone che viene riconosciuto come il più abile degli scultori ticinesi in Friuli nel Quattrocento e che lavora persino alla Scala dei Giganti nel Palazzo Ducale di Venezia1. O quel Battista da Bissone, architetto, che nel 1538 muore di infortunio a Macereto nelle Marche. Di lui si sa che progettò, sempre a Macereto, il santuario della Madonna, dove lascia il proprio nome inciso presso la porta maggiore.
Molti sono, quindi, gli artisti provenienti da questo fazzoletto di terra che dal periodo romanico hanno operato nelle maggiori fabbriche religiose e nobiliari italiane ed europee, prime fra tutti il duomo di Milano, percorrendo quasi tutti i più importanti centri italiani come Torino, Roma, Venezia, il Friuli, Napoli o Palermo, estendendo poi la loro attività in molte nazioni europee come la Germania, l’Austria, la ex Cecoslovacchia, la Polonia, la Russia, la Spagna, la Svezia, la Danimarca e l’Inghilterra2.
Di sicuro Francesco Castelli detto il Borromini è il figlio più illustre di Bissone e di lui ha parlato diffusamente anche Arte&Storia l’anno scorso nel numero speciale dedicato al rapporto fra la Svizzera e Roma3, pubblicando anche una biografia con bibliografia aggiornata, mentre in questo volume Paolo Portoghesi presenta un lungo saggio su Sant’Ivo alla Sapienza.

La famiglia Castelli di Bissone, unitamente al ramo dei Castelli di Melide, è una delle principali famiglie che hanno dato lustro a questa piccola zona del lago di Lugano. Non solo la famiglia Castelli, però, è entrata a pieno titolo nei libri della storia dell’arte europea, ma anche altre famiglie di Bissone sono note per aver dato i natali a grandi artisti che hanno operato in tutta Europa. Sono quelle dei Gaggini, dei Tencalla, dei Garovo, dei Caratti, dei Porri, dei Bussi, Maderni… Rinviamo al saggio specifico sulle famiglie Gaggini, Tencalla e su tre artisti del tutto particolari come lo stuccatore Giovan Battista Caratti-Orsati, i pittori Carlo Antonio Bussi e Giovan Francesco Gaggini, sempre in questo volume, e prendiamo in considerazione solo alcuni dei personaggi fra i più famosi del comune di Bissone, per la complessità dei temi che investono i vari campi dell’architettura, della scultura, della pittura e dello stucco, rimandando ad altra sede una analisi più completa del fenomeno che merita una ricerca e un approfondimento maggiori.
(1) Bissone e il Borromini nel Quattrocentesimo della nascita, Atti della giornata commemorativa 26 settembre 1999, pp. 97-101.,
(2) Per l’emigrazione in Italia e in Europa delle maestranze ticinesi e bissonesi fondamentali i volumi: A. Crivelli, Artisti ticinesi in Russia, Locarno 1966; Idem, Artisti ticinesi dal Baltico al Mar Nero, Locarno 1969; Idem, Artisti ticinesi in Europa, Locarno 1970; Idem, Artisti ticinesi in Italia, Locarno 1971; M. Karpowicz, Artisti ticinesi in Polonia nel ‘600, Lugano 1983, Idem, Artisti ticinesi in Polonia nel ‘500, Lugano 1987, Idem, Artisti Valsoldesi in Polonia, Menaggio 1996; Idem, Artisti ticinesi in Polonia nella prima metà del ‘700, Agno 1999; Idem, Artisti ticinesi in Polonia nella prima metà del ‘600, Lugano 2002.
(3) P. Portoghesi, Il breve incontro tra due rivali. Bernini, Borromini e il baldacchino di S. Pietro, in Arte&Storia, 35, 2007, pp. 130-145; E. Villata, Francesco Borromini (biografia e bibliografia aggiornata), in Ibidem, pp. 146-155.