10.10.2008
in
Arte&Storia - keywords: prefazioni
Un legame stretto
Anche quest’anno Arte & Storia dedica una delle sue belle pubblicazioni ai legami fra una città italiana e la Svizzera.
Per questo dobbiamo ai suoi responsabili e agli autori dei vari articoli un cordiale ringraziamento.
I primi ‘svizzeri’, di fatto pasticcieri engadinesi, vennero a Venezia già intorno al 1150, poi soprattutto dopo la grande peste del 1350, quando la città provata dal dolore reclutava coloni. Anche nei secoli seguenti gli svizzeri, prima di tutto i grigionesi, nella storia di Venezia hanno giocato un ruolo da non sottovalutare.
Chi di noi sa che la popolazione di Venezia nel 1750 contava il venti per cento di grigionesi, diciassettemila persone, di cui diecimila soldati? Chi sa che allora tutte queste persone insieme pagavano più tasse che i veneziani stessi? Chi sa che fornivano ben più della metà degli artigiani e ristoratori, che possedevano il monopolio dei gelati e che nel 1680 vendevano il primo caffè in Europa? Chi sa che i reggimenti grigionesi, guidati dal grande Jörg Jenatsch, nel primo ventennio del Seicento hanno conquistato la Dalmazia per la Serenissima? Chi sa che il primo Console grigionese già nel 1612 si presentò davanti al Consiglio della Repubblica?
I grigionesi, ai quali allora appartenevano anche i valtellinesi e i chiavennaschi, erano così onnipresenti che la voce del popolo veneziano diceva “Dio ti guardi dai lampi e dai tuoni, e dai pugni dei grigioni”.
Ma anche per gli altri cantoni svizzeri Venezia, da avversario nella Battaglia di Marignano nel 1515, determinante per il successivo sviluppo del nostro paese, divenne stimato partner.
La relativa tolleranza religiosa praticata sul territorio di Venezia fino a Bergamo per tanto tempo stava in chiara contrapposizione con la severità clericale della Lombardia spagnola e gettava le basi per duecentocinquant’anni di stretta collaborazione economica, a grande vantaggio di entrambe le parti. C’erano soprattutto i cantoni svizzeri protestanti, che curavano le relazioni con la Serenissima, primo fra tutti Zurigo. In questo periodo cadeva anche la fioritura degli architetti, artisti e artigiani ticinesi. Quando i patrioti veneziani nel marzo 1848 fondarono la Repubblica di San Marco, ci vollero solo pochi giorni affinché il Governo provvisorio dell’allora Svizzera rivoluzionaria la riconoscesse. Soldati zurighesi e turgoviesi, la famosa Colonna Debrunner, rinforzati da disertori della Guardia Svizzera Pontificia, accorsero in aiuto; quarantasette di loro morirono di malattia e sono sepolti a Venezia. Più tardi, verso la fine del diciannovesimo secolo, industriali svizzeri giocarono un ruolo importante nella costruzione delle industrie di Venezia e del Veneto. Basti pensare solo ai Mulini Giovanni Stucky sulla Giudecca.
Purtroppo il Consolato svizzero a Venezia dovette essere trasformato nel 2001 in Consolato onorario nel distretto consolare di Milano, come già in tempi precedenti. Ma il palazzo situato sul Canale della Giudecca appartiene sempre alla Confederazione e serve anche quale Spazio Culturale Svizzero. Possano Venezia e la Svizzera portare avanti anche in futuro, in qualsiasi forma, le loro antiche e fruttuose relazioni!
David Vogelsanger
Console generale di Svizzera a Milano