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10.07.2006
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Arte&Storia - keywords: arte, napoli, item
Dai campi di battaglia agli scavi archeologici
La storia della famiglia Item tra il crepuscolo del Regno delle Due Sicilie e l’alba del Regno d’Italia
Quando, dopo un lunghissimo viaggio, nel novembre 1829, Jakob Item finalmente arrivò a Napoli, la vista della città dovette stordirlo. Di certo era molto diversa dalla natia Bonaduz, un piccolissimo paese nel Canton Grigioni.
La voglia di avventura, il desiderio di costruirsi un solido futuro e anche la necessità di non gravare ulteriormente sui non certo floridi bilanci familiari avevano spinto Jakob, a 26 anni, insieme al fratello Matheu, di due anni più giovane, ad arruolarsi nei reggimenti svizzeri che prestavano servizio nel Regno delle Due Sicilie.
Napoli, nel crepuscolo dei Borboni, era una città splendida, sia per bellezze naturali sia per la società che la animava, al punto da diventare una tappa fissa del Grand Tour.
Era stato Re Francesco I a volere di nuovo a Napoli mercenari svizzeri; così, nella primavera del 1827, vennero reclutati tre reggimenti, ai quali successivamente se ne aggiunse un quarto: gli Svizzeri erano assegnati ai reggimenti a seconda del cantone di provenienza (Lucerna, Unterwalden, Uri e Appenzello al I° Reggimento, Friburgo e Soletta al II° Reggimento, Vallese, Svitto e Grigioni al III° Reggimento e Berna al IV° Reggimento). I reggimenti svizzeri, con una disciplina di ferro (che non mancava di stupire i disorganizzati soldati napoletani), erano l’élite dell’esercito napoletano: truppe scelte, motivate, determinate e fedelissime, che si distinsero in tutti i combattimenti nei quali vennero impegnate in quegli anni turbolenti.
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