Archeologia in primo piano

Quando, alcuni mesi fa, Vittorio Rizzi ci ha raccontato della sua esperienza di scavi archeologici nell’antica colonia greca sul Mar Nero di Fanagoria, oggi in territorio russo, siamo rimasti così affascinati da pensare che potesse essere venuto il momento di dedicare un numero di Arte & Storia ad un tema archeologico. Detto, fatto: sono partite le telefonate in Russia e in pochi giorni avevamo già in mano il progetto di questo volume con cui concludiamo le attività del 2016 della casa editrice. Fanagoria, quindi: un nome sconosciuto ai più, come poco conosciuta è anche la pur importante colonizzazione greca nel Mar Nero. Tutti sui libri di scuola studiano delle colonie greche in Asia Minore e nell’Italia meridionale (la cosiddetta Magna Grecia), ma ben pochi sanno che i Greci, nella seconda fase della loro ondata di colonizzazione, iniziata a partire dall’VIII secolo a.C., oltrepassarono lo Stretto dei Dardanelli e si spinsero fino al Mar Nero (il Ponto Eusino), dove fondarono numerose colonie un po’ su tutte le sue coste, ivi comprese quelle settentrionali e la penisola di Taman, estesa su due pianori lungo la sponda orientale del Bosforo Cimmerio. Fanagoria, che fu la maggiore colonia greca sulla penisola, divenne il grande emporio in cui si svolgevano tutti i traffici tra le coste del lago Meotide e i paesi del Caucaso settentrionale. La città visse il suo momento di gloria anche in epoca romana. Durante la Terza Guerra Mitridatica si alleò con i Romani e resistette all’assedio posto da Farnace II del Ponto. Fu poi proprio da Fanagoria che iniziò la rivolta contro Mitridate VI, che l’aveva occupata poco prima del suo suicidio. Insomma, un luogo di non poca importanza per la storia occidentale, dove Vittorio Rizzi è approdato un po’ per caso, un po’ per la sua grande passione per l’archeologia, che lo ha portato a dare un notevole contributo all’attività di scavo documentata in questa pubblicazione. Dal presente volume esce anche un quadro stimolante e istruttivo di una disciplina, quella dell’archeologia, che non era mai stata toccata da Arte & Storia, ma che ha anche numerosi adepti in Canton Ticino. Perciò, con questo numero abbiamo approfittato per aprire una finestra sulle attività archeologiche nella nostra regione, sia quelle condotte dal Servizio Archeologico Cantonale, sia quelle dell’Associazione Archeologica Ticinese, che hanno potuto così presentare ai nostri lettori le loro iniziative. Chiudiamo così un anno ricco di impegno per tutta la casa editrice e anche per Arte & Storia, nella speranza di aver sempre sollecitato i nostri lettori con tematiche originali e interessanti, con quell’approccio divulgativo e nello stesso tempo scientifico che ha sempre caratterizzato il nostro magazine culturale fin dalla sua creazione nel 2000.

Valerio De Giorgi