In un 2008 che si chiude per tutto il mondo all’insegna dell’incertezza sul futuro, ma anche di grandi aspettative, tocca anche a noi, nel nostro piccolo, fare un bilancio.
L’anno prossimo Ticino Management Donna compie dieci anni. Niente di trascendentale: non faremo feste, eventi, concorsi a premi o simili. Più che per essere celebrata, questa ricorrenza ci serve per riflettere su noi stessi e sulla vocazione di una rivista come la nostra in questo territorio.
Oggi, come dieci anni fa, fare editoria in Canton Ticino non è facile, ma fare un periodico femminile in lingua italiana è davvero molto difficile e solleva diversi interrogativi. Viviamo in un Paese dove si parlano quattro lingue (la quarta - o, ormai, la prima - è l’inglese), oltre a tutti gli idiomi arrivati con l’immigrazione, immerso di cultura - e spesso, purtroppo, a causa della massiccia invasione televisiva, anche di sottocultura - italiana, ma sempre profondamente svizzero, per la sua strenua volontà di non omologarsi, dove si leggono abitualmente periodici e riviste da tutto il Paese, ma, vorrei dire, da tutto il mondo. In questo melting pot socio-culturale e linguistico, come individuare la nostra lettrice, la nostra Donna? E, una volta individuata, come offrirle qualcosa in più rispetto alla sterminata offerta di letture femminili - per limitarci al nostro campo - con molte delle quali, per dimensione, non possiamo in nessun modo metterci in concorrenza?
Queste domande ce le siamo poste dieci anni fa e ce le riproponiamo, a maggior ragione, oggi, in un mondo in cui, rispetto a quando questa testata è nata, l’invasione massiccia di internet e dei media elettronici ha cambiato nuovamente in modo radicale le modalità di informazione della gente. Non a caso solo qualche mese fa, nel numero di maggio-giugno 2008, abbiamo dedicato la nostra cover story proprio alla lettura dei femminili. Da quell’inchiesta è emerso un elemento che ci ha confortato: continua ad esistere e, anzi, è molto vivace la domanda di una lettura femminile di qualità, che proponga modelli positivi con cui potersi confrontare e in cui, eventualmente, potersi identificare. In effetti, storicamente i periodici femminili sono produttori di modelli, ma questi modelli sono sovente molto lontani o fortemente deformanti o, addirittura, irreali.
Ora più che mai invece noi siamo orgogliosi di rivolgerci ad una donna reale, concreta, che vive e lavora nella nostra società, di cui è un membro attivo e propositivo a tutti i livelli. Una donna curiosa e interessata a quanto le succede intorno, che vive il suo tempo con impegno, ma anche con scioltezza e con tutta la libertà che le concede questo mondo in continuo cambiamento in un Paese e in una Regione che, in fondo, ancora hanno molto da offrire in termini di qualità di vita e di possibilità di sviluppare i propri talenti e le proprie aspirazioni, pur con tutti i limiti di cui siamo coscienti. Una donna profondamente radicata in questo territorio, ma che potrebbe vivere tranquillamente anche altrove, a New York come in una capitale europea, nella campagna inglese come in una delle vivaci città di provincia italiane.
Bisogna che tutto cambi perché tutto resti come prima. Forti di questa massima gattopardesca, per segnare i nostri dieci anni abbiamo in mente dei cambiamenti (grafici e contenutistici), che però non snatureranno la linea editoriale della nostra testata.
E dunque anche quest’anno chiudiamo il numero di dicembre con una bella rassegna di idee regalo, con la collaborazione dei punti vendita ticinesi. Per dare un suggerimento a chi è a corto di idee, ma anche per mostrare che, anche in questo, la nostra Regione offre tante proposte per i piccoli e i grandi desideri. Buon Natale a tutti!
di Elisabetta Calegari