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13.11.2009 in Ticino Management - keywords: economia, fisco

«Il rimpatrio giuridico è possibile», conferma l’avvocato Paolo Bernasconi. Di fatto è stata questa, nelle precedenti edizioni dello scudo, l’opzione adottata dalla grande maggioranza dei contribuenti con averi in Ticino

Come funziona? In pratica l’intermediario prende in carico le attività e le subdeposita a suo nome presso un qualunque intermediario residente o meno, che potrebbe benissimo coincidere con la banca o la fiduciaria nella quale il contribuente deteneva i valori stessi. Questa modalità era stata ...

18.06.2009 in Ticino Management - keywords: editoriali

Era il 1989: l’esperienza editoriale non ci mancava. In Ticino iniziava una nuova cultura imprenditoriale. La strada giusta era creare un mensile di economia che offrisse un biglietto da visita a una piazza finanziaria che prendeva forma e a un’economia reale ricca di eccellenze. Nasceva allora Ticino ...

08.10.2009 in Arte&Storia - keywords: editoriali

Se non fosse stato per Lodovico Ronco di Locarno, che nel 1557 si stabilì a Bergamo proveniente da Zurigo, dove si era rifugiato perché cacciato dalla sua città in quanto protestante, probabilmente la storia degli Svizzeri nella cittadina italiana avrebbe avuto un altro corso.

Forse la rivoluzione a Bergamo nel 1848 avrebbe avuto altri esiti se non ci fosse stato l’atto eroico dello svizzero Giovanni Frizzoni, e forse anche le istituzioni finanziarie di Bergamo non sarebbero mai prosperate senza gli industriali confederati.
 Ma la storia, si sa, ha sempre le sue ...

10.03.2009 in Arte&Storia - keywords: editoriali

Sono passati cento anni da quando Filippo Tommaso Marinetti, il 20 febbraio del 1909, pubblicava a Parigi sul giornale ‘Le Figaro’ il suo famoso ‘Manifesto’.

Nasceva con questo atto il primo movimento artistico d’avanguardia organizzato che va sotto il nome di Futurismo e che, sorto come movimento letterario, si è imposto soprattutto nell’arte, coinvolgendo in seguito persino i campi della politica, del ...

05.12.2008 in Ticino Management Donna - keywords: editoriali

In un 2008 che si chiude per tutto il mondo all’insegna dell’incertezza sul futuro, ma anche di grandi aspettative, tocca anche a noi, nel nostro piccolo, fare un bilancio.

L’anno prossimo Ticino Management Donna compie dieci anni. Niente di trascendentale: non faremo feste, eventi, concorsi a premi o simili. Più che per essere celebrata, questa ricorrenza ci serve per riflettere su noi stessi e sulla vocazione di una rivista come la nostra in questo territorio.

Oggi, come dieci anni fa, fare editoria in Canton Ticino non è facile, ma fare un periodico femminile in lingua italiana è davvero molto difficile e solleva diversi interrogativi. Viviamo in un Paese dove si parlano quattro lingue (la quarta - o, ormai, la prima - è l’inglese), oltre a tutti gli idiomi arrivati con l’immigrazione, immerso di cultura - e spesso, purtroppo, a causa della massiccia invasione televisiva, anche di sottocultura - italiana, ma sempre profondamente svizzero, per la sua strenua volontà di non omologarsi, dove si leggono abitualmente periodici e riviste da tutto il Paese, ma, vorrei dire, da tutto il mondo. In questo melting pot socio-culturale e linguistico, come individuare la nostra lettrice, la nostra Donna? E, una volta individuata, come offrirle qualcosa in più rispetto alla sterminata offerta di letture femminili - per limitarci al nostro campo - con molte delle quali, per dimensione, non possiamo in nessun modo metterci in concorrenza?

Queste domande ce le siamo poste dieci anni fa e ce le riproponiamo, a maggior ragione, oggi, in un mondo in cui, rispetto a quando questa testata è nata, l’invasione massiccia di internet e dei media elettronici ha cambiato nuovamente in modo radicale le modalità di informazione della gente. Non a caso solo qualche mese fa, nel numero di maggio-giugno 2008, abbiamo dedicato la nostra cover story proprio alla lettura dei femminili. Da quell’inchiesta è emerso un elemento che ci ha confortato: continua ad esistere e, anzi, è molto vivace la domanda di una lettura femminile di qualità, che proponga modelli positivi con cui potersi confrontare e in cui, eventualmente, potersi identificare. In effetti, storicamente i periodici femminili sono produttori di modelli, ma questi modelli sono sovente molto lontani o fortemente deformanti o, addirittura, irreali.

Ora più che mai invece noi siamo orgogliosi di rivolgerci ad una donna reale, concreta, che vive e lavora nella nostra società, di cui è un membro attivo e propositivo a tutti i livelli. Una donna curiosa e interessata a quanto le succede intorno, che vive il suo tempo con impegno, ma anche con scioltezza e con tutta la libertà che le concede questo mondo in continuo cambiamento in un Paese e in una Regione che, in fondo, ancora hanno molto da offrire in termini di qualità di vita e di possibilità di sviluppare i propri talenti e le proprie aspirazioni, pur con tutti i limiti di cui siamo coscienti. Una donna profondamente radicata in questo territorio, ma che potrebbe vivere tranquillamente anche altrove, a New York come in una capitale europea, nella campagna inglese come in una delle vivaci città di provincia italiane.

Bisogna che tutto cambi perché tutto resti come prima. Forti di questa massima gattopardesca, per segnare i nostri dieci anni abbiamo in mente dei cambiamenti (grafici e contenutistici), che però non snatureranno la linea editoriale della nostra testata. 

E dunque anche quest’anno chiudiamo il numero di dicembre con una bella rassegna di idee regalo, con la collaborazione dei punti vendita ticinesi. Per dare un suggerimento a chi è a corto di idee, ma anche per mostrare che, anche in questo, la nostra Regione offre tante proposte per i piccoli e i grandi desideri. Buon Natale a tutti! 

di Elisabetta Calegari

 

10.03.2009 in Ticino Management - keywords: finanza, banche

Chi legge la stampa italiana trova sempre più spesso la dizione ‘ammortizzatori sociali’. Con questa efficace locuzione si definiscono cassa integrazione, sussidi di disoccupazione, incentivi all’assunzione e al part time, e altre misure di sostegno al reddito per le classi a reddito più basso. Vale la pena di chiedersi - e come vedremo la riflessione non è inattuale - se esistano anche degli ammortizzatori sociali per le classi ad alto reddito.

Inutile fingere di scandalizzarsi: le classi ad alto reddito in una società capitalista svolgono un doppio ruolo, come consumatori e soprattutto come operatori economici e quindi datori di lavoro. In un contesto come quello attuale una società senza ricchi non cresce e  rende i poveri sempre ...

15.05.2009 in Ticino Management - keywords: finanza, banche

Il private banking elvetico deve proporre alla clientela mondiale filosofie di investimento efficaci e innovative, superando l’inerzia e cogliendo le esigenze emergenti, afferma Andreas Knörzer, il banchiere che ha portato il concetto di sostenibilità nella gestione di portafogli in Svizzera.

È merito di Andreas Knörzer se Sarasin è all’avanguardia in Europa nella selezione e gestione di portafogli basati su un criterio ‘olistico’ che prende in considerazione sia il bilancio economico sia quello sociale e ambientale di un’azienda. Quella che era partita come una ...

10.03.2009 in Ticino Management - keywords: finanza, banche

Solo John Doe può impedire a Ubs di indicare de facto i nomi di tutti i suoi clienti soggetti fiscali americani con conti off shore, siano essi 52 mila o meno o più. Chi è John Doe? Una star legale? Un potentissimo lobbysta? No, John Doe è uno sconosciuto, ed è proprio questa la carta migliore in mano al gigante bancario svizzero.

Spesso è frustrante seguire la cronaca su un mensile, scrivendo articoli diversi giorni prima che questi possano essere letti. Ma questo non avviene nel caso delle vertenze fra Ubs e il Dipartimento della giustizia americano. La partita è in corso, e le sue conseguenze possono solo essere immaginate, ma ...

24.06.2009 in Arte&Storia - keywords: formaggio, storia

Ancora nel XVIII secolo i pastori a nord delle Alpi seguivano tutti la stessa ricetta.

Le principali differenze, come forma e dimensioni, erano riconducibili alla grandezza dell’alpeggio e alle diverse modalità di maturazione e conservazione. Più mucche pascolavano sull’alpe, più grandi erano le forme che si potevano produrre.

Già a quell’epoca si osservavano tuttavia delle differenze fondamentali che ancora oggi contraddistinguono alcuni tipi di formaggio a pasta dura:

  • Sbrinz e Gruyère de rayon (simile all’attuale Hobelkäse di Saanen) venivano lasciati asciugare e maturare in verticale per oltre due anni su ripiani ben aerati per renderli più resistenti al trasporto con animali da soma. 
  • I casari della Gruyère rimasero fedeli alla forma originale del formaggio a pasta dura: forme piatte maturate in cantine umide.
  • Fino all’inizio del XVIII secolo, l’Emmentaler si differenziava poco dal Gruyère, tanto che i francesi lo chiamavano anche “Gruyère d’Emmental”, una denominazione ambigua che crea tuttora confusione. 


Quando la richiesta aumentò, al punto che i pascoli alpini non furono più in grado di soddisfarla, la produzione casearia venne trasferita a valle. Il primo caseificio gestito da una cooperativa sorse nel 1815 a Kiesen, un villaggio tra Berna e Thun (oggi lo stabile ospita il Museo nazionale del formaggio).
Ne seguirono presto molti altri, dando il via a una rapida espansione dell’economia d’allevamento e dell’economia lattiera nell’Altopiano.
Questa evoluzione venne rafforzata dalla pressione della concorrenza estera che, grazie alla ferrovia, cominciava a imporre i propri prodotti agricoli sul mercato svizzero. I caseifici alpestri persero la loro posizione dominante. I pastori cercarono lavoro come casari nei villaggi, diventarono contadini sedentari o emigrarono per aprire altrove caseifici i cui prodotti fecero presto concorrenza a quelli svizzeri.
 

10.06.2008 in Ticino Management Donna - keywords: gioielli

Mani preziose Unghie curatissime e anelli vistosi sottolineano la bellezza di una parte importante del corpo femminile. Sono molto di moda le pietre colorate, su montature di oro in tutte le sue varianti. Molto trendy anche l’abbinamento tra loro di ori differenti (bianco, giallo, rosa...). Una vera e propria esplosione di colore, in sintonia con una stagione che è energia allo stato puro!


Doc Documento:  gioielli_tmd_0806.pdf

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